Mercoledì 7 Dicembre, aggiornato alle 21:23

Mario Bruno: “sono uno che pretende molto dai dirigenti comunali”

Mario Bruno: “sono uno che pretende molto dai dirigenti comunali”

L’intervento di Mario Bruno , sindaco e politico, “rompe” ancora e di nuovo una consuetudine che nel “luogo” pubblico talvolta mal si sopportano. Le posizioni apicali, che hanno responsabilità amministrativa devono comprendere a tutti i livelli, che c’è bisogno del lavoro di tutti, quotidianamente , con spirito di squadra. Chi amministra deve dare risposte alla città, e la città le pretende. In mezzo c’è tutto l’apparato burocratico, che serve di supporto all’azione amministrativa. Certo, il politico passa, chi lavora rimane, ma è anche vero che chi ha la fortuna di lavorare in un posto pubblico, deve sentire il peso della responsabilità, il dirigente in qualunque contesto, deve essere quello che conosce, quello che dirige quello che, con le risorse umane a disposizione, deve poter essere di supporto a chi amministra. Se il corpo amministrativo, viaggia in sintonia con l’amministrazione di turno, il successo è garantito, di contro, se l’apparato amministrativo diventa di freno all’azione, il rapporto con la politica, di turno, diventa conflittuale.

E allora di seguito vi riportiamo il Mario Bruno pensiero, quasi a giustificare il suo atteggiamento talvolta ruvido con i dirigenti ma comunque sempre finalizzato a obiettivi che la politica delibera in sede consiliare e programmatica :

“ È vero, sono uno che pretende molto dai dirigenti comunali, in termini di quantità e qualità del lavoro. Senza l’organizzazione del lavoro, lo snellimento burocratico, l’esempio e la autorevolezza necessaria nel coordinare le risorse umane, non si va lontano. La devo ai miei concittadini, questa pretesa. In un rapporto leale, nel rispetto reciproco e chiedendo scusa, da parte mia, quando mi capita di sbagliare soprattutto nei toni. A volte ho fretta di vedere realizzare le opere e la burocrazia eccessiva spesso non la capisco, non la tollero. Penso che la struttura comunale abbia tuttavia fatto in questi anni passi importanti e supporti responsabilmente l’azione amministrativa, certo con margini di crescita, come per tutti noi.

È il documento unico di programmazione che approva il Consiglio Comunale a dettare priorità e tempi delle azioni e delle attività. Il piano esecutivo di gestione assegna gli obiettivi, non il Sindaco da solo. Sono atti pubblici.

All’architetto Michele Saglioni, dirigente di Bologna che lavora con noi da oltre un anno e mezzo, vincitore di concorso pubblico e per la prima volta da noi dirigente di un comune, devo certamente l’impulso decisivo per lo sblocco di numerose opere pubbliche, e lo ringrazio di cuore per questo. A breve andrà a Comacchio perché ha vinto un concorso, avvicinandosi a casa come è giusto che sia. E lo farà da dirigente, non più da funzionario. Nessun contrasto con me su opere pubbliche da realizzare. Ci tengo a puntualizzarlo con decisione e per amore della verità, per il rispetto necessario quando si parla di persone.


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