Lunedì 28 Novembre, aggiornato alle 15:11

Il comunicato stampa che oscura il giornalista

Il comunicato stampa che oscura il giornalista

C’è grande visibilità nei media, la politica ha occupato un grande spazio, spodestando di fatto il giornalista  che da sempre si è occupato di far cronaca e informare.

Siamo nell’era dei comunicati stampa. Il politico, specie a livello locale, fa un uso smodato e anomalo della comunicazione. Sono proprio finiti i tempi in cui la battaglia politica si combatteva fra i banchi del Consiglio Comunale, nelle Commissioni. Ora c’è grande visibilità nei media e la politica ha occupato un grande spazio, spodestando di fatto il giornalista e chi da sempre si era occupato di far cronaca e informare. Il politico fa da se. Confeziona il messaggio, lo affida al comunicato, e in tempo quasi reale, lo distribuisce nelle redazioni. La bulimia comunicativa è evidente.

Chi amministra una città, di norma una maggioranza, deve gestire, fra l’altro, l’azione demolitiva, quasi quotidiana, di chi ha perso il senso del limite e del bon ton. Il disgusto che si sta provando per le offese, elargite con sapiente cattiveria, ad personam, non ha limite.  La politica vissuta per gruppi e da  tifosi, sta provocando sfraceli e alza muri. Tutto è opinabile. Tutto serve. Tutto viene piegato a proprio uso e consumo. Persino sulle disavventure personali c’è un accanimento, e sebbene ci sia sforzo apparente di distinguo, il risultato finale è il frullato in un tritta tutto di uomini e idee. E le critiche della politica, che sovente scivolano nell’offesa, rappresentano in maniera inequivocabile, lo spaccato della nostra quotidianità, dove si è divisi  su tutto, dove una sola cosa che vada bene non c’è. Non senza meditare sul fatto che chi oggi è “tagliente” su tutto, ha avuto l’onere di provare quanto sia difficile “fare” per poi sentirsi “dire”.

Ma tant’è il prezzo che si deve pagare. Una volta la battaglia politica si combatteva dai banchi del Consiglio Comunale, era li il terreno di scontro, ed era lì che si aveva il “termometro” e la percezione di apprezzare la bontà di una proposta politica, o anche la sua avversione. Ed era sempre lì il luogo dove a nudo si metteva l’acume o il limite di chi faceva politica. Ora nel calderone di “tutti dentro” non si comprende più chi sia la mente e chi il peone. E la società è anestetizzata e confusa, e i suoi cittadini costretti a scegliere il campo di appartenenza da tifosi, perchè le idee, e chi le manifesta, viaggiano in un mondo virtuale, dentro un nuovo modo di comunicare. Il comunicato stampa.. appunto.


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