Lunedì 28 Novembre, aggiornato alle 11:51

La crisi senza via d’uscita con il Pd che marca la distanza

La crisi senza via d’uscita con il Pd che marca la distanza

Prende una brutta piega , la crisi nel comune di Alghero. Concluso il congresso del PD algherese, trovato un accordo per l’elezione unitaria del segretario Mario Salis, si credeva che la crisi si sarebbe risolta,in discesa. Il sindaco ha accettato di lavorare per la creazione di un centro sinistra, assecondando le richieste di Mimmo Pirisi fatte in consiglio comunale. Ma, finita la festa, gabbato lo santo. Il Pd non vuole entrare in giunta. Vorrebbe sostenere il sindaco dall’esterno, non nominare neanche rappresentanti riconoscibili al partito. In sostanza non vogliono macchiarsi con quello che potrebbe essere definito dagli elettori un tradimento. Mario Bruno continua a pretendere un ingresso che sia coinvolgente per il Pd, nell’azione amministrativa. Il direttivo del partito democratico riunitosi, ha rilevato che per poter dare il proprio apporto in termini di contributo politico, c’è necessità che il partito mediti sul da farsi. Non tuffandosi immediatamente in maggioranza, ma valutando un appoggio sui temi programmatici da condividere. Intanto il PD asserisce che il piano urbanistico comunale, se del caso potrebbe passare di mano. È un vecchio “pallino” del PD locale, poter dare al piano urbanistico un respiro di tipo internazionale. Toglierlo dalle pressioni e influenze locali affidandolo a un “estraneo”. Il nome dell’urbanista che potrebbe essere contattato per questo tipo di lavoro, è Joan Busquet, Proprio quello che ha realizzato l’affaccio a mare in via Garibaldi. Una pretesa tranciante, chiara, che non si capisce sino che punto possa essere accolta. E poi la destinazione della ex caserma in Via Simon, turismo destagionalizzato, strategie per l’aeroporto. Tre-quattro punti fortissimi. Ma perché il Pd si è così irrigidito? A ben pensare il partito democratico da tempo è diviso. Il PD ad Alghero, è stato votato con candidato a sindaco Enrico Daga, che come noto, è stato sconfitto e relegato all’opposizione. Oggi con un processo di alchimie politiche a metà strada fra interessi di piccolo respiro e ragione di Stato del partito, cercano, fuori da Alghero, di imporre una pax, praticamente impossibile. E la baruffa, a vedere il livello delle critiche, sarcastiche e taglienti, hanno riguardato, ancora, Enrico Daga, consigliere del Pd, immortalato in uno scatto, a dare il benvenuto in città a Maurizio Lupi, leader nazionale dell’Ncd, insieme a tutto il centro destra Algherese compatto. Flutt in mano, si degustava un aperitivo sulla terrazza di in noto albergo locale, e non ci sarebbe assolutamente niente da eccepire se non fosse che, da un pezzo di Pd si guarda a sinistra e dall’altro, di fatto, si guarda a destra.   E il pezzo che guarda a destra, è dentro lo schema di governo del Pd nazionale. Senza tema di smentita! E il pezzo che guarda a sinistra a chi si ispira? 

Mamma che confusione! 

E allora la parola fine, la chiarezza, e le conseguenti scelte di campo, siamo sicuri, la può mettere solo un evento, le elezioni!  non la voglia, le intenzioni e i proclami, che rimangono, il giorno dopo disattesi e mandati aff…lo. E allora ci chiediamo: siamo proprio sicuri che, Mario Bruno, stratega, voglioso, repentinamente, con un colpo di fulmine, di centro sinistra, stia perseguendo l’interesse di questa città? Con la benedizione di chi?


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