Lunedì 28 Novembre, aggiornato alle 11:51

Storia in pillole, la Catalogna e i suoi tormenti

Storia in pillole, la Catalogna e i suoi tormenti

La Catalogna è una regione della Spagna che, per motivi culturali e linguistici, ha sempre chiesto autonomia, non foss’altro per una lingua che, forse, si è indebolita, ma non si è mai smesso di parlare. 
La tormentata unione della regione con quello che diverrà poi lo Stato spagnolo risale a quando, attraverso matrimoni reali, la Catalogna viene unificata alla Corona d’Aragona e quindi e a quella di Castiglia. Quando Filippo V di Borbone, nel 1714, vince la guerra di successione spagnola, la Catalogna e la Corona d’Aragona perdono ulteriore potere a vantaggio dell’accentramento verso la Corona di Castiglia. Tra il 1707 e il 1716 il re firma quattro decreti, detti di ‘Nueva Planta’: cambia cioé l’organizzazione territoriale del regno. 

Vengono puniti gli Aragona, che avevano parteggiato per Carlo d’Asburgo durante la guerra di successione. Sono abolite le autonomie locali, e il castigliano (cioé lo spagnolo) viene considerato lingua di Stato.Le conseguenze sui catalani, e soprattutto sul loro idioma, sono pesanti: la loro lingua, non essendo più considerata ufficiale, inizia un lento declino, cui è condannata anche la produzione culturale. 

I catalofoni, comunque, si trovano tuttora anche nelle Isole Baleari, la Comunità Valenzana (dove viene parlata una variante chiamata valenzano), in Francia (Rossiglione) e in Sardegna (Alghero). 

Alghero è infatti prima, parte della Corona d’Aragona, quindi della dominazione spagnola. Quando essa finisce, quale il catalano continua a sopravvivere in città senza sostanziali evoluzioni, a differenza di quello usato attualmente in Catalogna: pertanto una varietà linguistica con numerose forme ed espressioni antiche.

Ma torniamo alla storia di Spagna. Quando Francisco Franco prende il potere, nel 1939, l’uso delle lingue regionali viene dichiarato fuorilegge. Forse anche per questo motivo, alla morte di Franco, la Catalogna vota a favore della nuova costituzione, divenendo così una delle comunità autonome spagnole. La fine della dittatura permette il rientro dall’esilio, nel 1977, del presidente della ‘Generalitat’, Josep Tarradellas. 

Nuovo presidente, però, sarà Jordi Pujol, un sovranista di centro-destra, imprigionato più volte durante il Franchismo che diventa padre e padrone della Catalogna: è presidente per sei mandati consecutivi. Il ritorno alla democrazia permette il riemergere dell’effervescenza indipendentista, ma anche della crescita economica, del turismo, di nuovi progetti urbanistici. 

Tutto questo culmina con i Giochi Olimpici di Barcellona del 1992. L’economia che veleggia senza problemi è forse uno dei motivi per cui le tensioni non si sono fatte troppo forti. Diversa è la situazione che segue alla crisi economica degli anni successivi, che vedono l’affermarsi del movimento degli Indignados e un ruolo sempre maggiore per l’indipendentismo catalano.


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi