Lunedì 28 Novembre, aggiornato alle 11:51

La Torres ha un grande pubblico che la spingerà in alto

La Torres ha un grande pubblico che la spingerà in alto

La Torres deve far sognare. La Torres di Sassari non è una squadra qualunque, è un simbolo, è il calcio che rappresenta Sassari. Se alla prima giornata di campionato, dopo la sofferenza iniziale, si sono regolati gli avversari della Kosmoto di Monastir per 2 a 0 è dovuto alla tenacia dei giocatori in campo, alla tensione che mister Cirina’ ha tenuto alta. Da un tifo della curva ammirevole, continuo, caldo. Ma, non tutto e rose e fiori, e tutti nella Torres lo sanno. C’è necessità di aggiustamenti specie in mezzo al campo, dove Carlo Piga da solo non può cantare e portare la croce. E se la difesa regge bene, in attacco bisogna sfruttare al massimo la velocità di Diouf, e Fideli deve avere un supporto in attacco per non rimanere troppo isolato.

Ma, ci sono le basi e gli ingredienti perché la Torres disputi un gran campionato, per vincerlo. Vincere e basta. Questo è l’imperativo, perché è inutile negarlo. La Torres, intesa come società, pubblico e tifo che gli sta dietro, in eccellenza non ci sta a fare niente.

Sassari è una piazza troppo grande per un campionato così piccolo. Sassari e la Torres devono in fretta, diventare la squadra di riferimento di tutta un’area geografica, il nord-ovest, che vuol vedere calcio professionistico di buon livello, vista la decadenza di grandi realtà come Alghero e Porto Torres! La Torres di Sassari dovrebbe essere un progetto, e il primo tassello è proprio la dipartita dall’eccellenza. 


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