Giovedì 1 Dicembre, aggiornato alle 15:42

Chiusa la pagina “Teenager Sardegna” erano minorenni in pose troppo osé 

Chiusa la pagina “Teenager Sardegna” erano minorenni in pose troppo osé 

 Teenager Sardegna era la vetrina per tanti adolescenti tra i 13 e i 17 anni in rete, che, con poca avvedutezza , condividevano le proprie foto. Ma non erano foto come tante e spesso si vedono sui singoli profili, ma in situazioni diverse, le pose sovente erano sexy, ammiccanti, spinte. Autoscatti al mare e in discoteca, a casa. La pagina, nata su Facebook e Instagram, è stata chiusa proprio in questi giorni.

Gli adolescenti, spesso ragazzini, giocavano a fare gli adulti, dimenticando che in questi spazi sconosciuti e virtuali, si “infilano” falsi profili di adulti, che di quelle foto fanno un utilizzo improprio.

Si parla di non meno di 3800 fotografie di ragazzini e ragazzine dai 10 anni in su condivise in bacheca, sovente senza il consenso dei proprietari, che si ritrovavano, ignari, ad essere protagonisti su un palcoscenico non voluto ed ambiguo. Oltre 2400 gli spettatori che seguivano gli aggiornamenti della pagina, il cui fenomeno di crescita è stato disinnescato da alcuni genitori che, nonostante esplicite richieste agli admin, non avevano ottenuto la rimozione delle foto dei propri figli.

“La pagina e i comportamenti degli amministratori di Teenagers Sardegna sono stati segnalati da un gruppo di genitori – ha dichiarato a La Nuova Sardegna Luca Pisano dell’Osservatorio nazionale sul cyber bullismo –. Ho provato a confrontarmi con i gestori della pagina e ho cercato di spiegargli quello che rischiavano condividendo foto e video di ragazzi minorenni. Non c’è stato nulla da fare, si sentivano inattaccabili e hanno risposto citando improvabili termini di utilizzo dei social network che garantirebbero margini di azione che in realtà non esistono. Sono stato costretto a inoltrare una segnalazione al Garante dei dati personali. Allo stesso tempo alcuni genitori hanno denunciato la pagina alla Polizia postale”.

Dopo le denunce, le forze dell’ordine hanno provveduto a far sparire la pagina dai social. Un caso emblematico che è però solo la punta di un iceberg.


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