Mercoledì 7 Dicembre, aggiornato alle 21:23

Cacciatori in rivolta dopo stop a caccia lepre e pernice imposto dal TAR Sardegna

Cacciatori in rivolta dopo stop a caccia lepre e pernice imposto dal TAR Sardegna

I cacciatori sardi sono in rivolta. Dopo lo stop imposto dal TAR , su ricorso degli ambientalisti alla caccia a lepre e pernice, il centrodestra si muove in lorondifesa “La Giunta regionale si adoperi immediatamente per un ricorso d’urgenza al Consiglio di Stato – sollecita il consigliere di Fi Edoardo Tocco – Pensiamo che il Comitato faunistico debba respingere la richiesta atta ad accorciare il calendario venatorio, che si segnala già come uno dei più restrittivi della Penisola”.

Per l’esponente dell’opposizione, si tratta “dell’ennesimo sopruso ai danni dell’universo venatorio sardo, un popolo che subisce un’ingiustizia dopo aver già pagato le tasse per la prossima stagione. Una beffa che l’esecutivo regionale non può accettare. Il restringimento delle giornate di prelievo venatorio non solo penalizza un mondo che conta oltre 45mila appassionati, ma rischia di rivelarsi dannoso anche per l’ambiente”, spiega Tocco. 

“La Regione – argomenta il consigliere di Fi – deve tenere conto del ruolo fondamentale dei cacciatori isolani nel controllo del territorio, nella tutela del paesaggio e nella difesa dei boschi dal rischio degli incendi. Si tenga poi presente che l’annata di siccità ha paradossalmente incrementato la gran parte delle specie che popolano l’isola, non si comprende quindi il verdetto del Tar con l’unica ragione di inseguire l’integralismo puro degli ambientalisti”. 


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi