Lunedì 28 Novembre, aggiornato alle 15:11

Barbara Argiolas, un turismo che porterà la Sardegna al collasso

Barbara Argiolas, un turismo che porterà la Sardegna al collasso

Da Alghero l’Assessore al Turismo lancia un grido d’allarme sulla sostenibilità di un flusso così imponente concentrato in soli sessanta giorni.

ALGHERO – Un’estate da record. Per due mesi nell’isola non si trovava un posto letto, un tavolo in ristorante e ancora meno uno spazio in spiaggia per stendere l’asciugamano. Non parliamo di parcheggi, di servizi. Il 2017 sarà ricordato come l’anno del tutto esaurito .

Non ci sono ancora dati ufficiali, ma l’assessore Barbara Argiolas, dal parterre di Alghero, venerdì sera, anticipa «un 14 per cento in più rispetto all’anno scorso». Cifre record che se da un lato fanno gongolare operatori e commercianti, dall’altro accendono i riflettori sui gravi rischi per l’ambiente. Afferma la Argiolas:«Tutti oggi diciamo che è stata una grande estate, ma questa stagione segna un punto di non ritorno». Barbara Argiolas pensa alle spiagge della Pelosa, di Tuerredda, questa estate invase da migliaia di persone come mai accaduto prima, tanto che prende sempre più corpo l’ipotesi di istituire il numero chiuso. «Non possiamo rischiare che i nostri figli non vedano più le nostre spiagge». Ma non solo. «Se tu promuovi un’idea di spiaggia selvaggia e poi non hai un centimetro disponibile per stendere l’asciugamano si rischia l’effetto boomerang».

I dati parlano di circa 13 milioni e mezzo di presenze, distribuite soprattutto nei mesi estivi, su tutti luglio e agosto. «Oggi in tanti gioiscono per i numeri ma altri quattro anni così non li reggiamo in termini di acqua, rifiuti, seconde case – dice ancora la Argiolas – Non si può più ragionare su picchi di 50 giorni, meglio puntare su altri tipi di vacanza con turisti che scegliamo. Occorre governare questo processo. Meglio un turi- sta che lascia nell’isola due euro che cinque che lasciano 50 centesimi a testa».

Bisogna andare oltre il turismo balneare, ma senza parlare di destagionalizzazione. «Questo concetto lascia al centro il balneare, mentre questa estate ci ha dimostrato che un turista in più è più un costo marginale che un ricavo – spiega ancora l’assesso- re –. Il messaggio di questa stagione è che una risorsa scarsa è finita. Finora abbiamo delegato alle imprese, agli alberghi la definizione del nostro turismo, ora tocca alla Regione prendere in mano querelle che sono le vocazioni. Fermo restando la vocazione balneare, avere il coraggio di imporre i numeri chiusi, per salvaguardare le nostre perle, e al contempo migliorare l’offerta indirizzandola verso l’alto. E c’è necessità di indirizzare il flusso turistico verso le zone interne, che hanno grosse potenzialità e voglia di crescere. Barbara Argiolas da Alghero lancia messaggi inequivocabili. Il suo credo appare condivisibile e sopratutto si comprende che la politica non può rimanere insensibile.

Messaggi di preoccupazione che arrivano dai sindaci. La sostenibilità di grossi flussi turistici va governata, perché le nostre città e i suoi residenti non possono esserne sconvolti.

Nella foto di Algherolive, l’Assessore interviene ad Alghero

 


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi