Alghero, la città catalana

La presenza dominante della cultura catalana risale al XIV secolo, in epoca aragonese, e questo fa di Alghero la città catalana d’Italia.

 

Chi per la prima volta si trova ad Alghero e sente i locali nella loro tipica parlata, ha la sensazione di non trovarsi in Sardegna ma in un’altra località.

Il tentativo di rendere Alghero una città catalana è stato messo in atto messo in atto da Pietro IV, se ancora oggi regge, vuol dire che è riuscito. La “Barceloneta” di Sardegna è in fondo orgogliosa del suo passato, delle sue origini. Origini che non si devono riscontrare solo osservando le maestose torri, le imponenti muraglie, le vie  strette ma così caratteristiche, ma sono palpabili nell’attaccamento degli algheresi alle abitudini, alla conservazione di ricordi di un’infanzia trascorsa attraversando di corsa Lu Carrer de la Mercet, Lu Carrer del Carmen, Lu Carrer de la monjes, Lu Carrer de Pepi Gallu. 

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Un Carrer nel centro storico

Gli Alberghi cittadini, i ristoranti spesso hanno denominzioni con chiara influenza catalana. Se si ha la fortuna di avere un nonno in famiglia, si possono sentire storie (Rondelles) che appassionano, proverbi che il tempo incomincia ad “intaccare”.

Sino a qualche anno fa l’orgoglio algherese per la canzone, si manifestava persino in un Festival della canço enAlgueres. Gli studiosi di Alghero hanno prodotto opere di grande rilevanza, talune presentate e celebrate in Catalunya.

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Gli scambi turistico-culturali fra Alghero e la Catalogna sono sempre intensi e periodici. Il Poeta Carmen Dore nel 1908 scriveva in questo modo dela Barceloneta di Sardegna: ” Oh neta i verda comm l’esmerald, o mar de plata clara i lluent, … oh mar que banyas Barceloneta!..De Catalunya filla estimada prenda preciosa de grand valor…