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Un pezzo di Alghero nell’equipaggio di Luna Rossa, Michele Cannoni, figlio di Marco, algherese doc

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  • 24 Febbraio 2021, 21:37
Un pezzo di Alghero nell’equipaggio di Luna Rossa, Michele Cannoni, figlio di Marco, algherese doc

C’è un pezzo di Alghero su Luna Rossa, l’imbarcazione ora in finale all’America’s Cup dopo aver letteralmente stracciato i team Americani e Inglesi.
Il capitano a bordo  è Michele Cannoni, figlio di Marco Cannoni, un sardo tuttotondo nato ad Alghero, che per motivi di lavoro si è dovuto spostare. Per lui 32 anni in marina, nella Capitaneria di Porto di Genova, e al figlio manco a dirlo, gli ha trasferito l’amore per il mare.

Lo raggiungiamo nella sua casa di Recco, dove risiede peraltro con la mamma 95 enne anch’essa algherese.

Allora possiamo dire che c’è un pezzo di Alghero su Luna Rossa? Beh sì diciamo che mio figlio Michele è al 50% algherese ed è il comandante della barca.  Io sono nato ad Alghero da genitori sardi, mia madre era di Bonnanaro mio padre di Ittiri. Mio padre e mia madre sono cresciuti ad Alghero, io sono nato  in Piazza Civica e sono residente ad Alghero nel  centro storico, e per questioni contingenti,  connesse a mia madre, ormai ultra novantenne che abita a Genova dobbiamo stare qua a Recco per accudirla

Come la vive un papà  questa esperienza? Le spiego io mi agitavo anche quando mio figlio faceva le regate da bambino, e  le seguivo,  non solo, anche durante la Coppa America ai tempi di Azzurra e del Moro di Venezia mi entusiasmavo già da allora, e  passavo le notti in bianco. Immaginate adesso! però sono contento perché abbiamo messo in mare uno staff ottimo, compreso un ottimo mezzo. Diciamo che sono orgoglioso di tutti loro. Mio figlio nell’ingranaggio è uno dei tanti componenti più o meno importante, quindi sono contento per lui e felice che sia potuto arrivare alla finale della Coppa America, cosa che ha provato a fare in altra occasione. Allora era regatante nel vero senso della parola,  ha fatto la Louis Vuitton Cup.

Dove è iniziata l’attività da velista di suo figlio? Mio figlio le prime discese in acqua le ha effettuate a Stintino, luogo dove noi andavamo a trascorrere le vacanze poiché avevamo in quel luogo degli amici.

Mezzo tradimento per Alghero?  No- risponde –  avevamo degli amici e stavamo in compagnia. Solo per questo. Poi ha fatto scuola di vela a Rapallo e a Santa Margherita , ma  la partenza è stata in Sardegna.

Si emozionava a vedere gli altri, adesso vedere suo figlio protagonista che sensazioni le regala?come si diventa un capitano?: La sua grande formazione arriva  inizialmente dalla pallanuoto,  ha giocato delle formazioni della Pro Recco, nel ruolo di portiere e lì  si capisce bene, per chi sa di pallanuoto che  molto sovente le partite finiscono con molte reti all’attivo o al passivo, è lì che ti tempri lì che diventi uomo, lì che cominci a capire quali sono le tue predisposizioni. Poi ha iniziato ad andare sul sugli Yatch come marinaio da  diporto. È ha avuto la fortuna di andare con dei bravi  comandanti, ha fatto la gavetta E’ stato  marinaio su una imbarcazione che ha vinto, ricordo, un mondiale maxi.

Cosa ci può dire di questa imbarcazione che ai profani pare un mezzo che praticamente vola sull’acqua, Si può considerare una barca vela? Certo -risponde – la propulsione deriva dalla vela e il concetto di chiglia tradizionale non c’è più. Una volta che si va in mare  ci va il sostentamento come fosse un aliscafo,  che è spinta dal motore, sospinta dal vento la fa avanzare sempre velocemente al limite. Concetti che erano già noti e venivano utilizzati su gli aliscafi, adesso sono stati trasportati sulle barche a vela e sulle delibere. Sono dei prodotti che sono il top al momento per quanto riguarda la tecnologia:

Ma si dice che siano facilmente scuffiabili  al  benché minimo errore? Facciamo i debiti scongiuri e diciamo che non sono delle barche che possono essere guidate da chiunque, ci vuole esperienza considerato che raggiungono la velocità di 54 nodi, l’equivalente di circa 90 km/h.

Mai come in questa occasione quindi possiamo dire che siamo un popolo di santi e navigatori Come navigatori siamo sempre stati riconosciuti da tutti gli altri Stati che si impegnano nella vela.  Basti pensare che parte dell’equipaggio e dello staff attuale ha vinto la Coppa America con gli americani, ovvero italiani che sono stati richiesti dagli americani se non anche dai neozelandesi. Sono fuoriclasse. Noi siamo stati lì a confrontarci con altre due barche una inglese è una americana e le ha strapazzate entrambe, perché arrivare a vincere per 4 a 0 con gli americani e 7a 1 con gli Inglesi significa che abbiamo una organizzazione stupenda che ha messo in campo un equipaggio,  uno staff è un mezzo che sono molto competitivi.

 Da Algherese come sta vivendo lei questa esperienza? Io sono nato in piazza civica,  mia nonna abitava al lido e capisce che per me il mare…. (sorride). Ho fatto 32 anni di Marina quindi anch’io ho fatto regate in barca a vela, e trovo sia bello che un algherese, anche se per metà, arrivi a questi livelli perché amante del mare. Credo che sia questo il messaggio,  l’amore per il mare, che ti porta ad amare le barche se poi hai dentro lo spirito competitivo arrivi in alto.

Ma è vero che quando si vince, su un evento si accendono i fari che catturano l’attenzione di tutti sull’impresa che si sta compiendo?  E certo! assolutamente sì,  però questo è l’evento degli eventi nella storia della vela.

La base di Luna Rossa a Cagliari diciamo praticamente inaccessibile .  Io sono andato a Cagliari a trovare mio figlio, con lui ho visitato la base, la palestra di allenamento, ma ci sono stati dei luoghi dove non era possibile accedere. C’era  tanta tecnologia in questa sfida e perdere certi vantaggi e sarebbe stato assurdo.

Non osiamo pensare cosa lei abbia in testa ma sotto sotto cosa pensa:
No no non penso nulla, mi preme in questo frangente ricordare il grande amore di mio figlio verso alla città di Alghero, la mia città e poi per la Sardegna in generale.

Finisce qui la chiacchierata con Marco Cannoni, un algherese doc, orgoglioso d’esserlo, che ha un figlio Michele, che è entrato a pieno titolo nella storia della vela mondiale. E non perde occasione per rimarcare le sue origine, lui, uomo di mare, che al figlio ha trasferito  l’amore per  un ambiente  che ora, dopo tanti sacrifici lo sta ripagando.


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