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Italia Nostra Sardegna :I mega impianti eolici funzionali ai combustibili fossili

Italia Nostra Sardegna :I mega impianti eolici funzionali ai combustibili fossili

Italia Nostra Sardegna ha presentato all’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione Sardegna
le Osservazioni al Parco Eolico denominato “Serra Longa” nella procedura dii VIA in corso presso il
Servizio Valutazioni Ambientali. Si tratta di un impianto eolico della potenza complessiva di 30 MW,
costituito da 10 aerogeneratori della potenza di 3 MW, proposto dalla società Green Energy Sardegna 2
(sede Bolzano). Il complesso delle opere costituito dall’installazione delle torri, la realizzazione della
viabilità per il passaggio dei mezzi speciali e delle aree di cantiere, l’esecuzione di cavidotti e di una
sottostazione di trasformazione elettrica interesserà i Comuni di Siurgus Donigala, S. Basilio, Silius e
Goni.
Nel documento di Osservazioni vengono evidenziati gli impatti paesaggistici connessi al gigantismo delle
tecnologie proposte. Si tratta di aerogeneratori dell’altezza di circa 200 mt. visibili a grandi distanze, il cui
impatto visivo si cumula con quello di un adiacente parco eolico costituito da 29 pale e realizzato nel
2010 dalla soc. Guardionara. L’alterazione visiva del territorio è accresciuta dai non lontani e analoghi
impianti di Nurri e Ulassai. E’ stato evidenziato inoltre che nelle aree buffer delle singole torri ricadono in
un raggio molto ridotto monumenti di fondamentale importanza per la cultura sarda, quali i parchi
archeologici di Pranu Mutteddu e Nuraxeddu, le domus di Genna Accas, nuraghi, pozzi sacri e tombe di
giganti.
Nel merito è da evidenziare come la recente delibera G.R. 59/90 del 27.11.2020 di “Individuazione delle
aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili”, sopprimendo i
criteri individuativi delle aree buffer dettati dalla precedente delibera G.R. n. 40/11 del 7.8.2015, rende
ancora più precaria la conservazione dei contesti paesaggistici in cui i beni culturali vengono a ricadere.
Anche gli impatti ambientali appaiono rilevanti se si pensa ai numerosi interventi per infrastrutturare i
percorsi e per realizzare connessioni e parco. L’avifauna in particolare, come dimostrano studi sempre
più stringenti correrà notevoli rischi e una porzione di area boschiva risulterà compromessa.
Quel che però appare di più pressante rilievo è l’assenza totale di Governance nella realizzazione di
impianti che utilizzano le fonti rinnovabili. La permissività dell’attuale legislazione e i cospicui incentivi
hanno scatenato una vera e propria caccia a tali fonti energetiche. Ben 12 progetti di eolico onshore sono
stati presentati al Ministero dell’Ambiente per una potenza complessiva superiore ai 500 MW, oltre ad un
impianto offshore di 504 MW. Ad essi vanno ad aggiungersi una pletora di impianti fotovoltaici
attualmente in procedura VIA presso l’assessorato ambiente della Regione Sardegna (59 richieste per
complessive 1.634 MW di potenza da installare). Come evidenziato nelle Osservazione un’immissione
così elevata di energia elettrica, per giunta con priorità di dispacciamento, non programmabile e con forti
escursioni di variabilità, porterebbe al collasso una rete di trasmissione non magliata e tecnologicamente
inadeguata. Inoltre l’assenza di adeguati sistemi di accumulo e la riduzione dei consumi conseguente
alla crisi industriale comporterebbe due effetti negativi. Da una parte la necessità di far continuare a
funzionare le centrali termoelettriche a carbone per garantire la stabilità della rete e dall’altra un
incremento del surplus energetico isolano che già nel 2018 superava il 34%.
L’allarme di una totale ingestibilità del sistema elettrico, che comprometterebbe lo stesso phase out dal
carbone per il 2025 della Sardegna e di conseguenza il mancato rispetto degli obiettivi del PNIEC 2030
da parte dell’Italia è stato lanciato da Italia Nostra Sardegna in sede di audizione al MISE nel gennaio
2020.
CIA, LIPU, Fridays for Future, Grig, Isde, USB, Cobas hanno sollecitato, assieme a Italia Nostra, affinchè
la Regione Sardegna attivi un tavolo tecnico sulla delicata questione della Governance energetica. A
tutt’oggi però la richiesta è rimasta inascoltata- chiude la nota a firma di  Graziano Bullegas   Presidente CR Sardegna   e Mauro Gargiulo Responsabile politiche energetiche

foto di archivio


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