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Mimmo Pirisi su vaccinazioni anti Covid19: “non si possono giustificare quasi 4.000 dosi destinate a personale non sanitario

Mimmo Pirisi su vaccinazioni anti Covid19: “non si possono giustificare quasi 4.000 dosi destinate a personale non sanitario

Continua tra  puntualizzazioni e distinguo a diverso livello istituzionale , regione , rappresentanti di categorie e dirigenti della sanità, il piano vaccinale in Sardegna, che raggiunge percentuali, se non eccezionali, perlomeno accettabili, ad ora, siamo a quota 23.728 vaccinati, su un totale di 33.330 consegne ricevute. Dato aggiornato in tempo reale sul sito www.governo.it , regione per regione

“In un momento critico nel gestione della Pandemia da Covid, con i contagi che crescono e il malessere sociale che prende piede, si guarda al vaccino, come via d’uscita da una situazione tragica che non ammette distrazioni”- afferma Mimmo Pirisi capogruppo e Consigliere del PD in Consiglio Comunale.

Il vaccino, le sue somministrazioni e soprattutto a chi è destinato, in questa prima fase, in queste ore tengono banco – afferma e prosegue “nel piano Vaccinale l’Ats Sardegna  emergenza Covid-19,  predisposto secondo le disposizioni Nazionali e Regionali, del 30 Dicembre 2020,  sono contenuti  gli indirizzi generali e le indicazioni per l’implementazione della vaccinazione per della prima fascia di priorità di accesso. Il documento recapitato alla Direzione Generale Assessorato Igiene e Sanità il 4 Gennaio, recita che “Nella Fase1 sono state individuate quali categorie prioritarie destinatarie della vaccinazione gli operatori sanitari, sociosanitari e socioassistenziali e i residenti delle strutture per anziani socio sanitarie e socio-assistenziali.

E proprio su questo punto, il Consigliere Comunale e capogruppo del PD mette l’accento:

“Non appare accettabile sulla base dei dati presenti nel sito del Ministero della Salute, che nella nostra Isola ci siano quasi 4000 mila vaccinati , esattamente 3.981, che non appartengono alla categoria di operatori sanitari e sociosanitari e socio assistenziali. Le persone che dovrebbero essere vaccinati per prime,  prendendo in considerazione lo schema contenuto nel Piano Vaccinale ATS,  prevede fasce di priorità che non ammettono giustificazioni. E mentre in altre Regioni si sta già provvedendo alla vaccinazione degli ospiti delle RSA, categorie ad alto rischio, che ha pagato e paga un prezzo altissimo per la pandemia da Covid 19,   in Sardegna  le nostre Case di Riposo devono ancora aspettare.

A interpretare il dato presente sul sito istituzionale di quasi 4.000 vaccini destinati a “personale non sanitario”, c’è il tanto  di far sobbalzare sulla sedia i nostri rappresentanti politici al governo regionale, che appaiono distratti da altro

Invece – conclude Mimmo Pirisi – c’è un silenzio assoluto, e a leggere certe dichiarazioni di dirigenti della sanità si rimane stupiti, una su tutte la voglio citare: “La macchina sanitaria funziona anche grazie alla presenza del personale amministrativo che consente agli ingranaggi di girare”. Affermazione ineccepibile, ma mi viene difficile pensare che nelle strutture ospedaliere sarde, a fronte di 19.777 vaccinati ad oggi, fra operatori sanitari e sociosanitari, ci sia stato bisogno di inoculare quasi 4.000 dosi di vaccino a personale non sanitario, compresi quelli che non hanno contatti con alcuno,  poiché chiusi negli uffici, e zero, e ribadisco zero, verso RSA che ospitano tanti anziani

Non ci resta che sperare nell’arrivo di dosi di vaccini sempre più consistenti , e magari chi in Sardegna deve vigilare sulla scala di  priorità, lo faccia con più attenzione nella distribuzione, cercando persino di non prendere alla lettera il termine “possibile” allorquando si prevede lo schema di priorità nelle somministrazioni .


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