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Vaccinazioni Covid – Indagano i NAS. La priorità era vaccinare medici e operatori sanitari Ospedalieri e ospiti delle RSA, invece c’è troppo personale non sanitario

Vaccinazioni Covid – Indagano i NAS. La priorità era vaccinare  medici e operatori sanitari Ospedalieri e ospiti delle RSA, invece c’è troppo personale non sanitario

Da mesi, le autorità Sanitarie sia Nazionali, che Regionali e locali, hanno parlato di mettere in sicurezza soprattutto i nostri anziani, quelli per intenderci che sono ospiti nelle residenze socio assistenziali (RSA). La priorità doveva essere data agli operatori Sanitari degli Ospedali, parliamo di medici e infermieri soprattutto, poi, il vaccino, doveva essere somministrato soprattutto alle persone con fascia di età molto alta, le cosiddette fasce deboli e a rischio.

Emerge invece che tante regioni, non si capisce con quale metro adottato, abbiano proceduto alla vaccinazione del personale sanitario, poi massicciamente,  alla somministrazione del vaccino al personale amministrativo, di portierato, autisti, personale delle pulizie che ruotava intorno alle aziende sanitarie una chiara forzatura degli indirizzi dati dal ministero della salute e dal commissario all’emergenza covid, che aveva raccomandato le regioni di procedere nella somministrazione dei vaccini indirizzandosi soprattutto con delle priorità: prima i medici, gli autentici baluardi che lavorano nei reparti, quindi ad altissimo rischio, il personale sanitario composto da infermieri e operatori vari, poi si dovrà procedere verso le altre fasce deboli quelle cioè più a rischio.

Invece a vedere il report contenuti sul sito del ministero della salute e del commissario dell’emergenza covid, emerge che l’indirizzo è stato disatteso. I numeri, su 704.623 e vaccinati, risultano essere 558.155 operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti delle strutture residenziali le RSA,  sono 47.488 e il numero che destato impressione è che ben 95.980 soggetti sono classificati come personale non sanitario. Personal che non ha contatti, con malati, che lavora lontano dai reparti, personale garantito.

Ora su tutto, pare che si siano interessati di questo i nuclei operativi dei carabinieri (NAS) che starebbero acquisendo i tabulati delle persone vaccinate per verificare quale sia stata la ratio del procedere.

Lo stesso è avvenuto anche per quanto riguarda l’azienda a tutela della salute sarda, risulta infatti che dopo gli operatori sanitari operanti in Ospedale, la vaccinazione  sia stata effettuata, a dosi massicce a tutti quelli che lo hanno voluto: personale amministrativo autisti, persone del portierato.

Nel mentre anche chi opera nella scuola, parliamo degli insegnanti, che attendono anch’essi il proprio turno, per poter riprendere le lezioni frontali con i ragazzi, attendono il loro momento e la disponibilità del vaccino, che invece è stato somministrato a persone che tutto sommato non sono ad alto rischio. Si parla persino di un buco nella somministrazione verso i medici di famiglia che ad oggi non tutti avrebbero ricevuto la somministrazione. Resta chiaro che ogni persona vaccinata, indipendentemente dal ruolo che ricopre sia un passo importante verso la sconfitta di questa pandemia, ma è altrettanto indubbio che in questo momento l’elenco delle priorità doveva essere rigorosamente osservato, invece osserviamo che tutelate sono state fasce di persone, che francamente a rischio proprio non sono. E non vogliamo aggiungere che prioritariamente i vaccini dovrebbero essere somministrati agli uomini e donne che lavorano nelle forze dell’Ordine, impegnate in questi mesi in un duro lavoro di controllo per le strade delle nostre città. Ecco su questo qualcuno, nella stanza delle decisioni, dovrebbe fornire risposte.

Se si ha la bontà di leggere il report delle vaccinazioni per fasce di età si osserva che : fra i 50 e 59 anni sono state somministrate a oggi 200.369 dosi, mentre fra i 70 e 79 anni 17.458, e ancora fra gli 80 e 89 anni 20.910, e si comprende che non sono solo numeri, qualcosa di cono di sicuro.


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