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Aou Sassari, reparti Covid: «i ricoveri mostrano un incremento»

Aou Sassari, reparti Covid: «i ricoveri mostrano un incremento»

Franco Bandiera, coordinatore dei reparti Covid, commenta l’andamento degli ultimi giorni. Preoccupano la possibile terza ondata e le malattie influenzali e respiratorie che possono gravare sui reparti internistici

«Dopo una riduzione dei ricoveri registrata a metà dicembre, la curva mostra un incremento e ci auguriamo che non sia il preludio della terza ondata». A dirlo è Franco Bandiera, direttore della Medicina interna del Santissima Annunziata e coordinatore dei reparti Covid, che da ottobre segue da vicino l’andamento dei ricoveri per coronavirus. È lui che, in stretto raccordo con la direzione aziendale e i reparti interessati, ha organizzato i team di tre medici, 4 per ogni reparto Covid, che hanno operato senza sosta – e continuano a farlo – per l’emergenza pandemica.

La situazione, al momento, non è come quella di ottobre e novembre quando, in maniera graduale, erano stati convertiti diversi reparti. Dopo Malattie infettive, Pneumologia e Terapia intensiva di viale San Pietro, il piano di attivazione aveva aggiunto la Clinica Medica, la Neurologia, l’Urologia, la Geriatria e l’Oncologia. A novembre, inoltre, si era raggiunto l’acme con circa 200 pazienti positivi al Sars Cov-2 ricoverati e circa 50 che, assistiti dai sanitari del Pronto soccorso, avevano dovuto attendere circa 24 ore per un posto letto nei reparti Covid. «Un sovraffollamento che – aggiunge Bandiera – è da ricercare nel fatto che a Sassari è stata fatta la centralizzazione dei pazienti positivi da zone del Nord Sardegna, da Oristano e da Nuoro».

Ma se nel periodo prenatalizio si è registrato il punto più basso dei ricoveri, con 2-3 pazienti al giorno, adesso l‘incremento è di circa 15 persone al giorno.

«È ancora prematuro dire che si tratti della terza ondata – afferma Franco Bandiera – perché bisogna confrontare anche la percentuale dei positivi sui soggetti sottoposti a test del tampone».

La situazione dei ricoveri, infatti, potrebbe diventare nuovamente critica. Il trend in aumento potrebbe diventare grave nel giro di pochi giorni, sia per i reparti ordinari che per la terapia intensiva. Tutto ciò potrebbe essere ricondotto a possibili comportamenti non congrui fra Natale e Capodanno. «Allora – aggiunge il direttore sanitario Bruno Contu – bisogna continuare a rispettare le regole che da quasi un anno ripetiamo: distanziamento, mascherine e sanificazione della mani con gel idroalcolico».

A preoccupare, infine, le patologie influenzali e respiratorie che eserciteranno una ulteriore pressione sui reparti non Covid, come Medicina interna, Clinica Medica e Medicina d’urgenza. «Sono reparti che hanno un numero di posti letto insufficienti alle possibile richieste – riprende – gravando sui reparti già sovraffollati».

La conversione in reparti Covid della maggioranza delle strutture internistiche ha generato un sovraffollamento di pazienti con patologie di tipo medico nei reparti rimasti a gestione ordinaria. «E così – prosegue –, nei reparti del dipartimento medico la maggior parte dei posti letto sono destinati al Covid mentre sono meno, rispetto a prima, quelli destinati ai ricoveri ordinari. Vien da sé che si creano sovraffollamenti in Medicina interna e in Clinica medica».
«Un supporto, sia per le patologie mediche sia chirurgiche, potrebbe venire dai presidi del territorio, con una rete in grado di distribuire meglio queste patologie. Come un valido aiuto potrebbe venire dalle strutture per post acuzie, lungodegenze, Rsa e riabilitazione per ridurre o eliminare i casi di dimissioni difficili, con pazienti che soggiornano nei reparti in maniera impropria», conclude Franco Bandiera.


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