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FotoVideo- La struttura di Rizzeddu tra polemiche e realtà: tendostruttura chiusa e utenza en plein air

FotoVideo- La struttura di Rizzeddu tra polemiche e realtà: tendostruttura chiusa e utenza en plein air

FotoVideo- La struttura di Rizzeddu tra polemiche e realtà: tendostruttura chiusa e utenza en plein air

Fra la politica e la Assl di Sassari divampa la polemica. Gianfranco Satta, Consigliere Regionale dei progressisti deposita una interrogazione in Consiglio Regionale, puntando il dito accusatorio su una tendostruttura posizionata a Rizzeddu per gestire il prelievo dei tamponi. “Affidamenti diretti, senza nessuna gara, per attrezzature pagate con risorse pubbliche a un prezzo decisamente superiore rispetto alle tariffe presenti sul mercato elettronico a cui ogni amministrazione pubblica dovrebbe fare riferimento” è l’accusa dell’esponente politico. In sostanza l’onorevole Satta accusa l’Assl di aver proceduto senza bando di gara e comparando eventuali proposte economiche, per il noleggio della struttura per due mesi.

A stretto giro arriva la risposta della Assl di Sassari “Non è stata effettuata nessuna spesa fuori controllo per l’allestimento della tendostruttura nel complesso sanitario di Rizzeddu». Costo 38.850,00 euro Iva esclusa, “comprensivi dei rilevanti costi per il trasporto, la pavimentazione, l’impiantistica “anche di riscaldamento”, l’installazione, montaggio e smontaggio della grande struttura, cartellonistica in strada ed in loco) per tre mesi: dal 1/12/2020 al 1/03/2021.

E mentre politica e chi la gestisce bisticciano, in redazione arrivano foto denunce della situazione attuale a Rizzeddu. Nello spazio destinato al prelievo dei tamponi a persone sintomatiche al Covid-19 o senza sintomi, nella parte retrostante alla palazzina H del complesso la situazione è a dir poco “complicata”.
L’utenza, composta nella maggioranza da persone che del punto di vista psico-fisico è precaria, è indirizzata in un percorso che definire agevole è puro eufemismo.
Un cortile interno sterrato, che in giornate piovose come queste ultime presenta pozzanghere, in cui transitano vetture dei “sintomatici” con problemi, e le persone senza sintomi evidenti stanno in fila, sotto un gran gazebo, all’aria aperta, con temperature rigide anche poco consigliate per persone fragili, e sovente anche bambini. Il personale sanitario deputato allo screening è a dir poco stoico, a detta di chi ha frequentato la struttura, persino dotati di stivali per proteggersi dal terreno zuppo per la pioggia. Le infermiere – ci viene detto – sono persone eccezionali, disposte a tutto pur di evitare alle persone il disagio evidente. Si muovono loro, dirottano il traffico, procedono nel tamponare sia fuori che dentro una tenda da campo.
Ecco, tutto qui. E a sentire la polemica per una tendostruttura costata una cifra importante, non in uso, dotata persino di riscaldamento, pavimento e confort, viene voglia di chiedere a politici e amministratori della sanità, di andare a vedere la realtà di Rizzeddu, che forse a qualcuno il rossore in volto gli viene spontaneamente. E nel percorso controllino pure la segnaletica attuale: fogli A4 attaccati a pali della segnaletica stradale, presente all’interno del complesso. Questo è quanto, e le immagini sono eloquenti, il resto è pura demagogia decontestualizzata.

Immagini riferite a queste ultime giornate piovose

 


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