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In tilt il sistema dei responsi al tampone delle USCA, anche otto giorni in attesa

In tilt il sistema dei responsi al tampone delle USCA, anche otto giorni in attesa

Siamo vicini alla stagione delle sindromi influenzali, e delle para sindromi, dove i sintomi del malessere stagionale oggi inducono alla cautela. Tre quattro giorni di febbre, compresi altri sintomi associati, che al medico cominciano a venire gli scrupoli. “voglio vederci più chiaro”, sovente afferma e la richiesta di un tampone per escludere in Virus dell’anno e dietro l’angolo.

Si attiva la procedura, il medico di base chiama il team dell’USCA e si attiva l’esame

Ad Alghero il team dell’USCA è pronto a intervenire sia a domicilio, in caso di persone debilitate e anziane, ma hanno anche attivato il controllo mediante drive-in. Si viene contattati al telefono, si confermano le generalità, si informa sul tipo di vettura utilizzato per recarsi ll’esterno dell’Ospedale Civile in Via Don Minzoni, i controlli sono rigidi , ma l’esame, alla fine, diventa davvero agile, merito tutto di chi ha stabilito la procedura.

Tutto a posto? Non proprio!

Il lavoro meticoloso fatto in loco, da medici e gruppo di lavoro dell’USCA, come per incanto si perde, almeno a sentire le traversie che in questi giorni stanno sopportando coloro che sono stati sottoposti a tampone. Le risposte, che dovrebbero arrivare a stretto giro, nel volgere di un paio di giorni, oggi non ci sono. La fantastica macchina da guerra messa in campo di colpo si è inceppata. Il risultato è che c’è gente che attende da otto giorni il risultato del tampone effettuato.

Si sa che le provette viaggiano da Alghero alla volta di Sassari, nel laboratorio di microbiologia. Finiscono tutte al laboratorio Covid-19 di Microbiologia e Virologia in viale San Pietro, a una trentina di chilometri.

Migliaia da processare ogni giorno, si parla di numeri superiori ai 1500, e la struttura è quella che ha un gran carico di lavoro insieme all’istituto Izs, talvolta oltre le proprie possibilità. E si ha notizia che il sistema sia andato in sofferenza perché c’è stata la rottura di una macchina che ha fatto saltare i tempi di risposta attesi per mettere, se del caso, in campo tutte le precauzioni dovute.

E si evidenzia, in questo caso, che sotto pressione, ancora, sono i Referenti sul territorio, le USCA, chiamate e rispondere per attività non di loro competenza.

In un momento dove tutto si sta basando sulla tracciabilità delle persone positive e l’anticipo della diffusione dei contagi, soprattutto fra chi potrebbe essere, potenzialmente infettante, le strutture sono entrate in crisi. Eclatante nei giorni scorsi il ritardo nei responsi, che ha interessato il centro Residenziale per Anziani di Fertilia, in conseguenza del quale, il Sindaco di Alghero è stato durissimo definendo i ritardi ingiustificabili.

E non si vuole parlare di chi è costretto a casa in conseguenza della quarantena che si deve osservare, perché si finirebbe per mettere il dita su una piaga. Ma è indubbio, che quanto sta capitando in questi giorni, per mutuare un termine usato dal sindaco Conoci è inacettabile. I danni economici, pure.


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