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L’Ospedale Civile di Alghero ospita pazienti Covid, il Piano Strategico della Giunta di Marzo stravolto?

L’istituzione nell’Ospedale Civile di Alghero di 6 posti di terapia intensiva per pazienti Covid, sa tanto di forzatura, che scontenta un pò tutti: la politica locale, gli operatori sanitari.

Nervi a fior di pelle ieri nel presidio Ospedaliero di Via Don Minzoni, dove, parrebbe, ci sia stato persino qualcuno che per colpa dello stress psicofisico sia finito al pronto soccorso. E fa riflettere che l’istituzione della terapia intensiva, destinata in urgenza ai pazienti Covid, sia avvenuta senza che il Presidio Ospedaliero avesse un interlocutore autorevole, posto che il direttore sanitario è stato destinato al Distretto di Tempio.

E ancora di più fa riflettere il fatto che nella comunicazione recapitata a tutti i dirigenti medici, si legga” La presente nota è di accompagnamento alla richiesta del Commissario Straordinario di cui si allega bozza per firma e trasmissione urgente al competente assessorato regionale in materia di Sanità Pubblica, dal quale si attende riscontro immediato. Come dire che si è prima messo in moto il procedimento e poi si informa l’Assessorato? Una anomalia che certifica lo scollegamento fra istituzioni che devono governare le decisioni.

Eppure circa sette mesi fa la Giunta Regionale approvò “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” e rientrava fra le misure adottate in risposta all’emergenza Covid-19. ( https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=405400&v=2&c=57&t=1), e il presidio Ospedaliero di Alghero era i fra gli “ospedali individuati per fornire supporto alle cure di persone con patologie diverse”.

Per far fronte alle necessità che si sarebbero potute presentare, il piano prevedeva una progressiva riorganizzazione dei presidi sanitari dell’Isola, individuando le strutture ospedaliere, comprese quelle private, dedicate alla cura dei pazienti contagiati da Covid-19 e le strutture dove sarà garantita l’assistenza a tutti gli altri pazienti.

Il documento strategico configurava la Sardegna in due macro aree di competenza, Nord e Sud, per consentire la massima sicurezza nell’eventuale trasporto dei pazienti verso i presidi di riferimento, ed era articolato in fasi successive che si sarebbero attivate a seconda della necessità.

Nella prima fase, attualmente operativa, i posti letto dedicati ai pazienti ‘Covid+’ erano: 7 al Santissima Trinità, a Cagliari, 11 dell’Aou Sassari, e 2 al San Francesco di Nuoro.

Nella seconda fase era previsto un incremento dei posti letto di 224 unità in più rispetto alla fase uno, per potenziare la disponibilità nei reparti di terapia intensiva, pneumologia e infettivi: 25 posti letto al Santissima Trinità; 33 al Cto (Iglesias); 24 a Oristano, 2 Aou Cagliari, 36 al San Francesco di Nuoro e 36 al Zonchello (Nuoro) e 68 all’Aou Sassari.

Era garantita l’assistenza a tutti gli altri pazienti. Nel Nord Sardegna gli ospedali individuati per fornire supporto alle cure di persone con patologie diverse erano il San Giovanni Paolo II (Olbia), il Paolo Dettori (Tempio Pausania), il Nostra Signora della Mercede (Lanusei), il Segni (Ozieri), il Civile (Alghero) e il Mater Olbia, mentre al Sud le strutture di supporto per la cura ai pazienti non affetti dal coronavirus erano l’ospedale Marino (Cagliari), il Sirai (Carbonia) e il Nostra Signora di Bonaria (San Gavino).

La terza fase del piano, da attivare qualora le misure adottate non dovessero essere sufficienti, prevedeva ulteriori 242 posti letto (per un totale di 486) per l’assistenza dei pazienti Covid+ con un incremento nelle strutture già interessate nelle precedenti fasi e il coinvolgimento degli ospedali Binaghi (Cagliari) con 10 posti letto, San Giuseppe (Isili) 40, San Marcellino (Muravera) 36, Mastino (Bosa) 44, Delogu (Ghilarza) 40 e il Mater Olbia (terapia intensiva e stroke unit) con 19 posti letto.

Come si vede la Regione sin da Marzo aveva previsto scenari che incrementavano i posti letto da destinare ai pazienti Covid.

La Delibera n.388 del 18/06/2020 attivava fra l’altro,6 posti letto di terapia semintensiva presso il Presidio Ospedaliero Civile di Alghero per assistenza ai pazienti Covid 19 positivi e non Covid 19 Positivi. prevedeva “L’attivazione in via provvisoria e limitatamente al perdurare dello stato di emergenza di n. 6 posti letto di terapia semintensiva plurispecialistica c/o il P.O. Civile di Alghero, quali articolazioni organizzative della Struttura Complessa Anestesiologia afferente al Presidio Unico di Area Omogenea ASSL Sassari con sede operativa nel P.O. Civile di Alghero. Come si vede il Presidio Ospedaliero di Alghero non era destinato a pazienti Covid.

Da ieri ad Alghero nell’Ospedale Civile sarebbero stati istituti 6 posti letti di terapia intensiva per pazienti Covid. Tutto è saltato, compreso il piano Strategico? Parrebbe.

Si capisce del perchè la politica, quella attiva ad Alghero nel fronte Sanitario si sia allarmata. Il Presidio di Alghero è un Ospedale che ospiterà sino a sei pazienti Covid, in terapia intensiva, senza figure professionali dedicate, ma sotto l’ombrello deii “mittenti, e nella nota diramata sii legge nfatti : Per quanto riguarda il fabbisogno di personale medico specializzato in anestesia e rianimazione, è attivata una sistematica integrazione del personale tra quello già presente in ambito del presidio unico di area omogenea e quello della Azienda Ospedaliera di Sassari (oltre che di eventuali altri stabilimenti regionali) quale Hub ospedaliero principale


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