Sabato 5 Dicembre, aggiornato alle 16:41

Meteo ad Alghero: Meteo Alghero

Stop alla caccia al Moriglione, alla Pavoncella e al Coniglio selvatico in Sardegna

Stop alla caccia al Moriglione, alla Pavoncella e al Coniglio selvatico in Sardegna

Il Comitato faunistico regionale, riunitosi il 23 settembre 2020 sotto la presidenza dell’Assessore della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna Gianni Lampis per integrare il il calendario venatorio regionale sardo 2020-2021 (decreto assessoriale n. 7602/11 del 24 agosto 2020) con la caccia alla Pernice sarda (Alectoris barbara), alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus)   e al Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), ha deciso a maggioranza di aprire la caccia a Pernici e Lepri nelle due giornate del 4 e dell’11 ottobre 2020 con un carniere potenziale di un esemplare per cacciatore per ogni giornata di caccia.

Questo sulla base di monitoraggi faunistici che non sono stati comunque consegnati ai componenti del Comitato.  Monitoraggi faunistici già formalmente chiesti da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus al pari del necessario parere I.S.P.R.A. (istanze del 23 settembre 2020).

Chiusura della caccia, invece, per il Coniglio selvatico, la cui popolazione isolana risulta estremamente ridotta.

Inoltre, con notevole buon senso, l’Assessore Lampis, “con decreto n. 13 del 23 settembre 2020 in corso di pubblicazione, ha disposto la revoca del proprio Decreto 11 del 24 agosto 2020 nella sola parte in cui autorizza il prelievo venatorio  delle due specie Moriglione e Pavoncella. E’ vietata, pertanto,  la caccia a Moriglione e Pavoncella su tutto il territorio regionale”.

Proprio sulla caccia al Moriglione (Aythya ferina) e alla Pavoncella (Vanellus vanellus) è stato incentrato il ricorso presentato al T.A.R. Sardegna dalle associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG), Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.) e WWF Italia onlus, assistite dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, che ha già visto, con decreto presidenziale Sez. I, 21 settembre 2020, n. 347, la sospensione della parte del calendario venatorio nella parte in cui prevede la caccia al Moriglione.

Rinviata alla camera di consiglio collegiale del 7 ottobre 2020 la decisione sulla caccia alla  Pavoncella, solo perché la relativa stagione di caccia sarebbe partita dal 15 ottobre 2020 (fino al 31 gennaio 2021), quindi in tempo utile per scongiurarne l’apertura.

L’attuale pronuncia giudiziale, sebbene in via cautelare, si colloca in un ampio orientamento giurisprudenziale che da anni sta amputando i calendari venatori della Sardegna nelle parti in cui la tutela faunistica è stata sacrificata in favore delle posizioni filo-venatorie più retrive.[i]

Infatti, il calendario venatorio regionale sardo 2020-2021 prevedeva dal 20 settembre al 31 gennaio 2021, nei giorni di giovedi e di domenica oltre ai festivi infrasettimanali numerose giornate di caccia nei confronti del Moriglione con un carniere potenziale di 3 capi abbattibili nell’intera stagione di caccia per ognuno dei 35.987 cacciatori, con un assurdo carniere potenziale complessivo di ben 107.961 capi abbattibili, a fronte di un’assenza di dati sulla popolazione isolana e una specifica richiesta di sospensione della caccia da parte di Commissione europea e Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, richiamate dal parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.).

Analoga situazione sul piano giuridico-ambientale riguardo la Pavoncella, con un carniere potenziale di 5 capi abbattibili al giorno e ben 25 capi abbattibili nell’intera stagione di caccia per ognuno dei 35.987 cacciatori, con un altrettanto abnorme carniere potenziale complessivo di ben 899.675 capi abbattibili.

Sulla base di quanto emergerà dall’esame dei monitoraggi faunistici potranno eventualmente essere integrati i motivi di ricorso presentato al T.A.R. Sardegna in merito alla caccia a Pernici e Lepri.

Le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG), Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.) e WWF Italia onlus continuano, con serietà e determinazione, la loro difficile battaglia per la salvaguardia di un patrimonio faunistico collettivo che non può esser lasciato agli esclusivi interessi di una minoranza corporativa armata. le Associazioni ricorrenti Stefano Deliperi


Condividi:


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi