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Non si può fare quella discarica sui terreni a uso civico. E non si farà.

Non si può fare quella discarica sui terreni a uso civico. E non si farà.

L’Assessorato dell’Agricoltura – Servizio attuazione misure agroambientali e salvaguardia della biodiversità della Regione autonoma della Sardegna ha risposto (nota prot. n. 21621 dell’11 dicembre 2019) all’istanza rivolta (24 novembre 2019) alle Amministrazioni pubbliche competenti riguardo l’assurdo progetto per la realizzazione di una discarica in una cava dismessa sul Monte Arci, in un’area di grande valore ambientale.

Gli usi civici, intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso e, ai sensi della L. n. 431/85 e del D.Lgs. n. 42/2004, sono tutelati sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Inoltre sulle terre civiche, anche in caso di mutamento di destinazione (possibile solo qualora il Comune sia dotato di un Piano di Valorizzazione e recupero delle terre civiche approvato e obbligatoriamente di durata temporale predeterminata), la stessa destinazione non può comunque pregiudicare la reviviscenza della precedente quando cessa lo scopo per il quale il mutamento viene autorizzato. 

Per quanto sopra, il Servizio scrivente non può che esprimere parere negativo sulla previsione di una discarica di rifiuti su terreni con diritto di uso civico”.

Inoltre, “i Comuni di Morgongiori e di Uras non sono ancora dotati di un Piano di Valorizzazione e recupero delle terre civiche (art. 8 della L.R. n.12/1994) che rappresenta il principale strumento di programmazione per il corretto utilizzo di tutti i terreni soggetti ad uso civico”, conseguentemente nessun atto di disposizione di terre civiche è consentito.

Il progetto dell’Amministrazione comunale di Morgongiori (OR) è quindi inattuabile.

Ecco quanto è stato scritto nell’avviso al pubblico che ha annunciato, mesi fa, l’avvio del necessario procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.): “l’intervento scaturisce dall’espressa volontà dell’Amministrazione comunale di Morgongiori di valorizzare economicamente il sito dell’ex cava di perlite in loc. Serra Bingias, ubicato ai margini sudoccidentali del complesso montuoso del Monte Arci. Con tale intento, a seguito di apposita procedura concorsuale ad evidenza pubblica, le aree dell’ex cava sono state affidate in concessione alla società A&T Project Srl, proponente l’intervento, ai fini della realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi provvista di cella dedicata ad ospitare rifiuti contenenti amianto. In coerenza con i fabbisogni di smaltimento in discarica attualmente prospettati dalla pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti speciali, l’impianto avrà una volumetria utile di 175.000 m²: 150.000 m³ di RS da utenze diffuse e 25.000 m³ di rifiuti contenenti amianto. L’attività di smaltimento controllato sfrutterà i volumi resi disponibili dalle pregresse attività estrattive fino al sostanziale ripristino delle quote raggiunte dal terreno nella configurazione morfologica originaria, avuto riguardo dell’esigenza di assicurare un ottimale drenaggio ed allontanamento delle acque superficiali”.

Quello che non emerge con chiarezza dai documenti del procedimento di V.I.A. in corso appare, invece, preclusivo: gran parte di quei terreni sono a uso civico  (leggi n. 168/2017n. 1766/1927 e s.m.i.regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.).

Si, appartengono ai demani civici di Morgongiori e di Uras, appartengono ai cittadini di Morgongiori e di Uras, sono terre collettive.

Non sono, quindi, nella disponibilità dei rispettivi Comuni, che ne hanno la sola gestione nell’interesse delle collettività locali.

L’associazione ecologista Gruppo d’intervento Giuridico onlus aveva, pertanto, inoltrato una specifica segnalazione al Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna e, per le opportune attività di competenza, alla Direzione generale dell’Agenzia Argea Sardegna, alla Direzione generale Pianificazione Territoriale e Vigilanza della Regione autonoma della Sardegna, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, ai Comuni di Morgongiori e di Uras, al Commissario per gli usi civici per la Sardegna e alle Procure della Repubblica di Cagliari e di Oristano.  

Le richieste sono state chiare: la declaratoria di non compatibilità ambientale e l’adozione degli opportuni provvedimenti di annullamento in via di autotutela di eventuali provvedimenti illegittimi di concessione dell’area per la realizzazione della discarica.

Ora il chiaro pronunciamento dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura – Servizio attuazione misure agroambientali e salvaguardia della biodiversità: quella discarica non si può fare e non si farà.

L’unica cosa sensata sarebbe la bonifica e il ripristino ambientale della cava dismessa, è così difficile comprenderlo?  Stefano Deliperi Gruppo d’intervento Giuridico onlus

 


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