Giovanni Monti su pesca del riccio: risorse regionali ai pescatori che verranno impiegati per la pulizia dei fondali marini

Il dibattito sulla pesca del riccio è infuocato. I pescatori professionisti tutelati dall’ordinanza dell’Assessora Murgia, i pescatori “della domenica” cassati, per loro divieto totale di prelevare il riccio dal mare. Ecco che si fa largo l’idea di bloccare la pesca dell’echinoderma, una sorta di fermo biologico finalizzato  far ripopolare i nostri mari, ma, sorge il problema dei pescatori, che verrebbero privati di una risorsa lavorativa, fonte di reddito. Qualcuno chiede una specie di compensazione per il loro fermo, altri si spingono  proporre lavori alternativi. E’ il caso di Giovanni Monti, consigliere Comunale del Gruppo misto di Alghero, che non esita a trovar lavoro per questa categoria speciale. Ed ecco il suo pensiero che è contestualmente una proposta:

“per la pesca del riccio, il giusto compromesso – afferma  –  è che la regione stanzi dei fondi, e che i pescatori professionisti vengano impegnati per la pulizia dei fondali dei nostri porti industriali e turistici, per la raccolta di plastiche, reti, corde, biciclette, copertoni e TUTTO quello che c’è.
Sarebbe bello – continua Giovanni  Monti – e allo stesso tempo si otterrebbero tre grandi risultati:
a) si tutela il riccio,  b)i pescatori hanno il reddito garantito, c)i nostri porti e i nostri mari sarebbero sicuramente più puliti, con grandi risultati e rispetto per il nostro mare e forse anche grandissima soddisfazione dei pescatori stessi, che rivredrebbero i fondali del mare PULITI, proprio grazie a loro.
Questo lavoro di raccolta e pulizia fondali si potrebbe eseguire dal lunedì al venerdì di ogni settimana, e limitare quindi la pesca del riccio solo al sabato e alla domenica di ogni settimana,  a soli pescatori professionisti autorizzati, che in minima parte potrebbero garantire un po’ di prodotto, ma solo per due giornate a settimana”.

Insomma un lavoro socialmente utile per i pescatori, che potrebbero essere utilizzati ad altra attività, se è vero che il problema possa essere la privazione di lavoro e reddito. Resta da capire per quanto tempo e a quali condizioni un pescatore professionista possa stare a disposizione della autorità portuale. In sostanza chi quantifica la compensazione da destinare a un singolo pescatore?