La Regione persevera nel voler consentire la sparizione dei Ricci dai mari sardi

La Regione persevera nel voler consentire la sparizione dei Ricci dai mari sardi, firmiamo la petizione popolare per la moratoria della pesca dei Ricci di mare!

Subissata da numerose critiche provenienti da amministratori locali, associazioni ecologiste, opinione pubblica, l’Assessore regionale dell’agricoltura Gabriella Murgia ha emanato un provvedimento correttivo del calendario 2019-2020 della pesca del Riccio nei mari della Sardegna: è stata vietata la pesca ai chi non è pescatore professionista.

La classica goccia nel mare, fumo negli occhi.

Come ben noto, il Riccio di mare (Paracentrotus lividus) è in via di rapida rarefazione, in particolare nei mari sardi a causa del pesante prelievo a fini gastronomici, tant’è che sempre più ristoratori, giustamente, li escludono dai propri menù.

Imperversa, poi, il prelievo abusivo e non si contano i sequestri da parte delle Forze dell’ordine.

Sono ancora allo stadio sperimentale gli allevamenti di Ricci.

La situazione è davvero grave e necessita forti misure di salvaguardia, quantomeno la sospensione della raccolta dei ricci per almeno tre anni.

Ma la Regione autonoma della Sardegna finge di non accorgersene.

Infatti, l’attuale Assessore regionale dell’agricoltura Gabriella Murgia, con il proprio decreto del24 ottobre 2019, n.2358/DecA/47 del 24 ottobre 2019, ha autorizzato la raccolta di 2 mila ricci al giorno per ogni pescatore professionista fino al 15 aprile 2020, incurante delle richieste di moratoria provenienti da più parti, fra cui le Amministrazioni comunali di S. Antioco, Calasetta, Portoscuso.

Eppure riconosce che le popolazioni del Riccio di mare presenti nei mari della Sardegna sono in “forte sofferenza … così come emerge dalle evidenze scientifiche – da ultimo rilevate nell’ambito del progetto di Monitoraggio degli stock di riccio di mare – e dalle osservazioni riportate dagli stessi pescatori professionali subacquei”, come messo nero su bianco nel medesimo provvedimento che ne disciplina la pesca dall’1 novembre 2019 al 15 aprile 2020.

Ai soli 182 pescatori professionali subacquei (dati 2018) sarebbe, quindi, consentito raccogliere ben 364.000 Ricci al giorno, cioè 2.184.000 Ricci alla settimana, più di 8.730.000 al mese, quasi  50 milioni nell’intera stagione di pesca.   A questi numeri già fuori da ogni logica di buon senso sarebbe necessario sommare quelli derivanti dalla pesca professionale marittima, dalla pesca sportiva/ricreativa e quelli, completamente incontrollabili, derivanti dalla pesca abusiva.

Le sanzioni amministrative finora previste, quando effettivamente contestate e irrogate, non hanno ottenuto alcun risultato concreto ai fini della salvaguardia del Riccio di mare.

La scorsa primavera l’allora l’Assessore regionale dell’agricoltura Pierluigi Caria addirittura assurdamente prorogò, su richiesta dei pescatori interessati, la raccolta dei Ricci di mare per ulteriori 15 giorni (Decreto dell’Assessore dell’Agricoltura e della Riforma Agro-pastorale del 11 aprile 2018, n.925/DECA/18).

Alcuni costieri hanno, comunque, limitato i danni: il Comune di Carloforte, nell’ambito del piano di gestione del sito di importanza comunitaria “Isola di San Pietro (ITB040027), ha stabilito la possibilità di raccogliere 100 Ricci al giorno (50 per i pescatori non professionisti) fra il 15 dicembre 2019 e il 15 marzo 2020, analogamente ha fatto il Comune di San Vero Milis.

La pessima politica ambientale regionale in materia rischia molto seriamente di far sparire dai nostri mari i Ricci.

Allora rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare: chiediamo a gran voce ai Ministri delle risorse agricole e dell’ambiente e all’Assessore regionale dell’agricoltura una moratoria di tre anni della pesca dei Ricci di mare, monitoraggi marini e provvedimenti di sostegno ai pescatori temporaneamente impossibilitati alla pesca.

Firmiamo e facciamo firmare la petizione popolare per una moratoria della pesca dei Ricci di mare!

Si può firmare qui.

In pochi giorni siamo ormai più di 3.800 ad averla sottoscritta!

Diamoci da fare, ora! . Questa la nota di  Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus