Gianfranco Congiu (PdS) su intesa Stato Regione: con l’Italia a trattare sul prezzo ma rinuncia a negoziare i poteri

“L’intesa Stato Regione è figlia di quella cultura autonomistica che da oltre settant’anni siede  al tavolo con l’Italia per trattare sul prezzo ma rinuncia a negoziare i poteri, quelli veri.

Fossero anche 3 o 4 i miliardi poniamoci il problema che prima o poi i soldi finiranno e

allora? Altro giro altra corsa. Nuova vertenza entrate, nuovi ricorsi alla Corte costituzionale,  nuova sfiancante trattativa in una gattopardesca perpetuazione de “su connottu”, a beneficio  mediatico del governo regionale. “Ieri” ci siamo sciroppati l’intesa Soru/Prodi dove allora  l’accordo fu vincolato all’accollo da parte della Regione dei costi della Sanità, della  continuità territoriale e del trasporto pubblico locale (caso unico in Italia e grazie al quale ci  stiamo ancora leccando le ferite) e oggi il film si ripete, ovvero una nuova intesa dai tempi di  erogazione estremamente dilatati e con un montante finanziario incerto e suscettibile di  rivisitazione al ribasso. Curiose la clausole che determinano una falcidia del 10% qualora il  governo italiano possa essere costretto dalla UE a manovre di riequilibrio dei conti pubblici  (il che è una certezza) oppure per far fronte ad eventi di gravità eccezionale (vuoi che da qui  al 2026 non ci scappi un alluvione da qualche parte). Insomma un film già visto e chi è figlio  di quel rivendicazionismo querulo fa bene a stappare le bottiglie e, perché no, salutare come  “benefica” anche la retrocessione della Sardegna nell’obiettivo 1, perché tutto ciò significano  prebende e assistenza. Io mi ostino a pensare che la Sardegna sia altro e che altro si possa e si  debba fare”.

Così la nota di Gianfranco Congiu  Portavoce del Partito dei Sardi