Renzi se ne va dal PD e si festeggia: “Stia sereno, Giuseppe, stia sereno!”

Alla notizia ormai pubblica, della dipartita di Matteo Renzi dal PD, hanno fatto seguito i festeggiamenti di quanti, nel gesto hanno visto un segnale delle divina provvidenza. Era ora! Hanno detto in molti, e subito sono cominciati i festeggiamenti. E’ stato stappato il classico spumante, sono partiti timidi hip hip hurrà, poi però, sono cominciate ad arrivare voci rumorose che annunciano passi di lato, che si portano  seco armi e bagagli, ovvero gli uomini fidati. Se ne vanno i Parlamentari renziani, NON del PD!

Mizziga, Matteo Renzi, forse scientemente al PD sta sferrando un altro colpo mortale. L’ha indirizzato all’alleanza con i 5S, ora si smarca, dopo che nei dividenti ha preso poco.

E come potrebbe riprendersi il disconosciuto solo pochi giorni fa? In un solo modo! Spostando i suoi  uomini fidati fuori dal PD, inventando una “nuova cosa”, il suo partito, tutto in sua disponibilità.

Nel centro destra ridono e si sfregano le mani. Ridono perché l’operazione si tinge di ridicolo, si sfregano le mani perché è una conferma che “il capolavoro tattico” messo in campo da Renzi contro Salvini, evidenzia che chi non ha preso incarichi di governo se ne va sbattendo la porta!

Stia sereno, Giuseppe stia sereno! E questa frase, consegnata alla storia con Enrico Letta Presidente,  invita a toccarsi i ”classici gioielli”, e annuncia giorni tumultuosi in una maggioranza che da subito, con la creazione del nuovo gruppo parlamentare, deve fare i conti con i renziani che si vogliono sedere intorno a un tavolo per ridiscutere l’organigramma ministeriale e di sottogoverno.

Si comprende bene che questi signori, finita la luna di miele, anche se lunghissima, rischiano di non sentire più il profumo del Palazzo. Se si crede che la gente sia tutta “una mandria” si sbaglia e di grosso. La gente ha capito, e molto bene chi sta barando, nel nome della Democrazia.

“Ma stia sereno Giuseppe, stia sereno”!