WWF, Lipu e Italia Nostra al Sindaco: “di chi è la sabbia di San Giovanni ? Un osservatorio per la gestione della Posidonia”

Dopo la vagliatura dello stoccaggio decennale di posidonia di San Giovanni effettuata nei mesi scorsi e il successivo trattamento avvenuto a Quartu Sant’Elena, sono ritornate ad Alghero 800 tonnellate di sabbia bianchissima. E’ bene che quell’insostenibile sito sia stato parzialmente bonificato e sia stata recuperata la sabbia contenuta nell’accumulo. Questo dato dimostra, ancora una volta, quanto sarebbe disastroso l’eventuale conferimento in discarica della posidonia. Un particolare merito nel recupero della sabbia va attribuito ai funzionari dell’Ufficio Ecologia del Comune di Alghero che hanno svolto un complesso lavoro tecnico e autorizzativo concertato con gli Uffici regionali dell’Assessorato all’Ambiente. Tuttavia, visto come è stata condotta la vicenda degli accumuli di posidonia negli ultimi 10 anni e quanto accaduto negli ultimi mesi, è legittimo chiedersi quanto è costata ai contribuenti sardi questa operazione e a quale spiaggia appartenga la sabbia riposizionata accanto al molo di sottoflutto del porto di Alghero. Di certo non appartiene al solo molo di sottoflutto, dove, peraltro, vige il divieto di balneazione permanente. Appare chiaro che sarebbe opportuno, previa verifica di valutazione di impatto ambientale, che la sabbia venga restituita anche alle originarie spiagge alle quali è stata sottratta con l’asportazione della posidonia negli anni passati. Risulterebbe un legittimo e “naturale” ripascimento. La cronaca del passato è scritta, mentre oggi a San Giovanni si osserva un cantiere ancora aperto e su quella sabbia bianchissima scorrazzano i cani, entrano persone e anche bagnati incuranti del divieto di balneazione permanente specificato da un apposito cartello. E’ necessario che le istituzione preposte attivino azioni di prevenzione per impedire la balneazione e l’accesso al cantiere alle persone non autorizzate.
Inoltre chiediamo al Sindaco di Alghero e al Dirigente del Settore Ambiente che vengano attuati tutti gli opportuni provvedimenti atti a tutelare questo bene ambientale prezioso, quale è la sabbia, e che vengano resi pubblici i costi complessivi dell’operazione di bonifica del sito e di recupero della sabbia di San Giovanni. E’ auspicabile che tutto que-
sto lavoro non sia lasciato in “balia” dei cani. E’ altresì chiaro che per il futuro si debba fare una gestione oculata della posidonia depositata dal mare sulle spiagge. Gli spostamenti di posidonia che vengono effettuati nel corso della stagione estiva devono essere riposizionati nel successivo periodo autunnale proprio per evitare che si creino situazioni incan- crenite come quelle si sono viste a San Giovanni e che permangono a Punta Negra, oltre alla funzione di contenimento dell’erosione. Va rilevato, altresì, che il lavoro di bonifica dello stesso sito di San Giovanni deve essere completato.
Infine, anche in considerazione della DETERMINAZIONE N. 2089 del 05/07/2019 del comune di Alghero a firma del dirigente del settore Ambiente MULAS GIOVANNI SALVATORE, l’area di San Giovanni risulta interdetta alla balneazione si chiede – a tutela della salute – che si impedisca, con azioni di prevenzione, ad eventuali sanzioni per coloro che, incuranti dei cartelli di divieto, effettuassero la balneazione e lo stazionamento nell’area che, a tutti gli effetti appare essere un cantiere recitando, seppure vi campeggi un cartello sbiadito dal quale non è più riscontrabile a che titolo l’area sia recintata.

Tutto ciò detto, il presente atto costituisce richiesta di informazioni ambientali (D.lgs 195/2005) e accesso civico ai sensi dall’art. 5 del decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33 con richiesta di acquisire gli atti amministrativi e le relative delibere di spesa.

Il Wwf, Italia Nostra e la LIPU, in ultima istanza, chiedono l’istituzione di un OSSERVATORIO comunale sulla gestione della posidonia in cui possano partecipare cittadini singoli, associazioni e portatori di interesse per verificare le strategie, i metodi e le applicazioni delle scelte di gestione della posidonia.

Il presente documento verrà inviato per conoscenza alla Guardia Costiera di Alghero, al NOE dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Sassari.

Questa la nota a firma di Carmelo Spada-  Delegato Wwf Italia per la Sardegna,  Graziano Bullegas Presidente Italia Nostra Sardegna –  Francesco Guillot  Coordinatore LIPU Sardegna