VIDEO – Cagliari in festa per Sant’Efisio: un viaggio nella cultura di un popolo tra fede e tradizione

Cagliari in festa ieri per Sant’Efisio, giunto alla 363esima edizione e presto destinato a entrare nel patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.

Un corteo di 3500 persone, abiti tradizionali di tutta la Sardegna, al seguito oltre duecento cavalieri, i Campidanesi, i Miliziani e la Guardiania. Un mix di colori, costumi, suono delle launeddas, di  preghiere in sardo e canti devozionali hanno catturato l’attenzione delle migliaia di persone che ieri hanno deciso di seguire appassionatamente la festa.

Il corteo incede su un tappeto colorato di fiori rosa, rossi e gialli ed essenze profumate: è il rituale de sa ramadura. Inizia un viaggio nella cultura di un popolo tra fede e autenticità.

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Si rievocano le vicende di inizio IV secolo del santo guerriero e si scioglie il voto perpetuo a lui rivolto durante la pestilenza del 1652 Un’intera Isola si ferma per ripetere un rito lungo quasi quattro secoli: una processione maestosa di 65 chilometri, una delle più antiche e lunghe del mondo, che tocca l’animo di chiunque vi si trovi immerso, appassiona i sardi che la vivono da sempre e migliaia di turisti rapiti dall’atmosfera di passione.

Per tutto l’anno, in tutti i paesi si dedica ogni cura ai preziosi abiti, tramandati per generazioni. Cavalli e cavalieri si esercitano a sfilare in parata, i buoi vengono preparati alla fatica. I confratelli del Gonfalone sfilano in abito penitenziale, col saio azzurro, le consorelle in nero, col velo in testa. L’Alter nos rappresentante la municipalità, cavalcando in frac e cilindro accompagna il santo e quest’anno è stata scelta Raffaella Lostia, la prima donna Alternos della storia della festa di Sant’Efisio,  Davanti al Palazzo civico. Efisio si ferma a ricevere l’omaggio della comunità, mentre suonano a festa campane delle chiese e si sente l’eco delle sirene delle navi. È il momento più suggestivo, di partecipazione profonda.

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