VIDEO – Pasquale Chessa e il Romanzo di Benito, la vera storia dei falsi di Mussolini

Mussolini è un  po uno come Rodolfo Valentino, James Dean, Marlyn Monroe, immagini eterne.

“Il romanzo di Benito mette ordine in una trama intricata dove resoconti fantasiosi intessuti di piccole verità si sovrappongono a racconti verosimili che ingarbugliano il quadro, tra giornali e rotocalchi, pamphlet più o meno clandunestini e pseudo-testamenti morali” si legge nella presentazione.

Pasquale Chessa ne ha parlato nella sala gremita della Biblioteca Comunale nel complesso di Santa Chiara ad Alghero. Con lui il professore Antonello Mattone e l’Avvocato Elias Vacca, in sala numerose autorità Accademiche e il Sindaco Mario Bruno.

Pasquale Chessa  ha detto: Renzo De Felice, storico del fascismo, mi aveva avvertito , di tanto in tanto, dall’ombra riemerge qualche perduto diario del Duce, e allora bisogna cercare l’errore. Perché l’errore del falsario c’è sempre. In questo caso l’errore era più di uno: quelle agende non solo tracciavano l’improbabile ritratto di un Mussolini pacifista e antitedesco, persino contrario alle leggi razziali, ma erano anche piene di goffe incongruenze.

Una rapida carrellata che invita a leggere un romanzo che potrebbe essere appassionante per come Pasquale Chessa lo elabora.

Parlare di Mussolini e dei racconti verosimili che a lui si riferiscono, è strettamente legato al mistero che di solito accompagna chi muore di morte violenta. Il mistero che ancora avvolge la vita del Duce sopravvive nonostante tutto, e Pasquale Chessa prova districarsi dentro documenti, falsificati e non, all’interno di un percorso dove si trovano resoconti fantasiosi e piccole verità che talvolta si intrecciano.

La breve intervista che vi proponiamo scatta una foto chiara ed esaustiva di cosa si può trovare dentro il Romanzo di Benito. La vera storia dei falsi di Mussolini- dichiara Pasquale Chessa – è un racconto, un saggio storico nell’ultimo capitolo, una serie di narrazioni romanzesche che si sono svolte e create autonomamente intorno alla figura, a partire dalla morte di Benito Mussolini.

 Mussolini per Pasquale Chessa è un po uno come Rodolfo Valentino, James Dean, Marlyn Monroe:” immagini eterne che sopravvivono alla loro vita naturale e vivono un’altra vita postuma attraverso racconti, sovrapposizioni, teorie che li fanno morire, rivivere, perché in comune hanno la tragedia, ovvero di essere morti di morte violenta.

 

L’Algherese Pasquale Chessa dimostra di essere un fuoriclasse della materia, un giornalista-scrittore-storico-saggista che evidenzia un grandissimo substrato culturale, uno di quei personaggi che alla base hanno grande conoscenza della storia e dei personaggi che l’hanno fatta.