La Posidonia che genera contrapposizione, a Punta Negra ce n’è una montagna

Alghero in questi giorni è Posidonia. E’ il grande problema, quello che sta contrapponendo due schieramenti politici, quello che fa puntare il dito accusatore contro gli ambientalisti che tacciono, quello che mette in disaccordo amici e parenti. E’ spazzatura, si dice da una parte. Non è rifiuto si spiega dall’altra, è lo spiaggiamento di un vegetale naturale. Niente da fare. E’ sporcizia, si riafferma e contiene lattine, bottigliette, microplastica, escrementi di cane. Non è sporcizia si ribatte dall’altra parte della contesa, è sporco per colpa dell’uomo e delle sue cattive abitudini, chi porta il cane sulla Posidonia spiaggiata? Chi beve nelle lattine e le abbandona? Chi butta la plastica? Ma, ribattono dall’altra parte….e potremo stare per ore a raccontare una “rondella” tutta algherese, che già a 30 chilometri di distanza, a Sassari, fa spanciare dalle risate.

Ad ogni stagione balneare – spiegano – ci ritroviamo a discutere della gestione della Posidonia spiaggiata a causa delle difficoltà che incontrano i Comuni e i concessionari di aree demaniali marittime, particolarmente quando si ritrovano a dover gestire volumi rilevanti di ‘banquettes’, ossia di banchi di Posidonia Spiaggiata”.

Ma un punto è inequivocabile come ha rilevato la Eco-logica, società di ingegneria e consulenza ambientale con sede a Bari, che ha di recente diffuso i dati dell’indagine conoscitiva effettuata nell’ambito delle attività del progetto di gestione sostenibile della posidonia piaggiata «la posidonia non è un’alga, ma un habitat prioritario dell’ecosistema marino», che «il bacino del Mediterraneo è ricoperto per quasi il 25%» e che «produce 14 litri di ossigeno per metro quadro di prateria al giorno, dalle 2 alle 20 tonnellate di biomassa», e «rappresenta riparo per molte specie di pesci e per la loro riproduzione». Quindi?

Quindi il problema non è la Posidonia di per se, ma il volumi importanti di suoi spiaggiamenti che si devono gestire ogni stagione e osservare le linee guida della sua gestione. Ed è un compito delle amministrazioni.

Ma, l’attenzione che si sta dedicando alla stazione di San Giovanni, a quella di Cuguttu, hanno fatto spegnere le luci su quanto accade a Punta Negra a Fertilia. Ce n’è una montagna, e nessuno ne parla. Un silenzio rumoroso. E il progetto, per rimuovere tutta la Posidonia dai siti di stoccaggio deve interessare anche Fertilia.