CRA, Sardenya i Llibertat: si rinvii ogni decisione , serve più serenità

A un mese dal nostro precedente intervento, seguito al grave pericolo corso da ospiti ed operatori del Centro residenziale per anziani di viale della Resistenza a causa della caduta di due solai, il subitaneo annuncio da parte del sindaco Bruno di dismissione dello stesso complesso, l’intenzione di alienazione a privati e la realizzazione di un nuovo Centro anziani in altro luogo, peraltro non individuato, il movimento Sardenya i Llibertat ritorna sull’argomento per riaffermare e precisare ulteriormente la propria posizione.

Anche altri partiti e movimenti politici, non solo dell’area di sinistra, nonché singoli opinionisti, hanno preso posizione sull’argomento manifestando puntualmente il proprio dissenso sulle scelte annunciate dal sindaco.

Innanzitutto esprimiamo la nostra solidarietà agli anziani per i disagi subiti e agli operatori per le maggiori difficoltà incontrate nel loro lavoro in un ambiente rivelatosi insicuro da una lunga carenza di manutenzione, situazione complicata dall’inopportuna presenza di uffici comunali, tanto che il temporaneo trasferimento all’Ostello della gioventù di Fertilia, per quanto inadeguato, è passato come una buona soluzione.

Manifestando la più totale contrarietà all’ipotesi di cambio di destinazione d’uso per qualsiasi altra soluzione del complesso di viale della Resistenza, ricordiamo che si tratta di un edificio pubblico di oltre 60 anni ed è opera dell’ingegno di uno dei tecnici sardi più illustri del Novecento, il cui riconoscimentola è andato oltre l’ambito regionale. Queste e altre ragioni avvalorano la necessità di tutelare e promuovere l’immagine consolidata del paesaggio algherese, purtroppo già ampiamente mutilato da scelte nefaste del recente passato, struttura dotata di sobria bellezza che appare inserita armoniosamente nel tessuto urbano della città. La cappella del Centro è impreziosita da una grande opera dell’artista algherese Sergio Bolgeri.

Sarà impresa non facile per chiunque trovare una collocazione alternativa migliore di quella attuale, in quanto la scelta dell’ubicazione straordinariamente adeguata di Cala Bona, fatta dagli Amministratori di quel tempo, negli anni a seguire si è rivelata di facile fruibilità, con beneficio particolare degli anziani autosufficienti e dei familiari degli ospiti.

Il consiglio comunale, convocato per esaminare e discutere su questo punto, dovrebbe rinviare ogni decisione per valutare con maggiore serenità, una volta acquisiti tutti gli elementi necessari, al fine di tutelare e recuperare un edificio storico, molto probabilmente sottoposto a vincolo da parte della Soprintendenza, mantenendo così la destinazione d’uso. Gran parte dell’edificio d’altra parte non ha mai presentato tangibili problemi di agibilità, per la quale sarebbe sufficiente una diagnosi tecnica e la conseguente messa in sicurezza, mentre per l’intero complesso andrebbe predisposto uno studio di adeguamento funzionale che migliori qualità e capacità ricettive, per rispondere in tal modo alla crescente domanda.

L’entrata in vigore della Legge n. 13/89 non ha previsto la chiusura di migliaia di edifici pubblici, di scuole, di ospedali etc., ma ha imposto la funzionalità e la messa in sicurezza degli stessi, diversamente avremmo dovuto demolire o modificare la destinazione d’uso di oltre metà del patrimonio pubblico esistente. L’adeguamento consentirebbe economicità nella gestione, risparmio energetico, potenziamento dei servizi offerti, miglioramento qualitativo delle prestazioni socio-assistenziali.

La nostra città ha alternato momenti in cui il dibattito cittadino ha coltivato ragionamenti responsabili individuato buone soluzioni, come il potenziamento del porto di Alghero contro l’ipotesi del nuovo porticciolo di Tramariglio, il recupero funzionale del Teatro civico contro l’ipotesi della sua trasformazione in spazio espositivo, la ristrutturazione del mercato civico di via Sassari/Cagliari contro l’ipotizzata trasformazione in market con parcheggio sopraelevato, ad altri momenti molto meno edificanti se non nefasti.

Pertanto, – sarebbe bene ricordare almeno questi due casi emblematici -, abbiamo dovuto assistere alla demolizione dell’intero complesso industriale dell’area ex Salca di inizi del ‘900, oggi piazzale della pace, per trasformare quell’area privata in un immenso parcheggio d’auto; il corpo centrale dell’edificio avrebbe potuto ospitare ampi spazi espositivi e museali con accanto i parcheggi interrati ed altri servizi per la portualità. Ora rimangono somme ingenti da pagare a titolo di indennizzo per l’espropriazione. La cosiddetta piazza dei mercati ed edifici annessi, ha sottratto una pertinenza della scuola elementare “Sacro Cuore” adibita all’attività motoria, all’attività sportiva giovanile e ad una scuola materna. Un’amministrazione saggia e lungimirante avrebbe realizzato i parcheggi sotterranei e migliorato l’impiantistica sportiva per gli studenti e per le società sportive, semplicemente come è avvenuto a Sassari (v. piazza Fiume ed Emiciclo Garibaldi).

Sardenya i Llibertat