Progetto turistico-edilizio a Torregrande, GrIg: ma avete letto il PPR?

“Nella fascia costiera … si osserva la seguente disciplina … Non è ammessa comunque la realizzazione distrutture ricettive connesse a campi da golf” (art. 20, comma 1°, lettera b, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.).

Inoltre, “Sono dichiaratisottoposti a vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storico-morfologici e dei rispettivi insiemii terreni costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea della battigia, anche se elevati sul mare, con esclusione di quelli ricadenti nelle zone omogenee A, B, e D, nonché nelle zone C e G contermini agli abitati … “ (art. 10 bis, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 45/1989, come integrato dall’art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 23/1993).

Tali aspetti sono già stati evidenziati dal Servizio regionale Tutela paesaggistica per le Province di Oristano e del Medio Campidano (nota prot. n. 32806 del 23 luglio 2014).

Il progetto turistico-edilizio presentato dalla IVI Petrolifera s.p.a. sul litorale di Brabau – Torregrande, in Comune di Oristano, ricade inequivocabilmente nella fascia costiera così disciplinata dal piano paesaggistico regionale (P.P.R.) mentre il relativo campo da golf dovrebbe esser realizzato interessando la fascia dei 300 metri dalla battigia marina, area che non solo è inedificabile, ma anche “non trasformabile”, ricadendo in zone “F – turistiche” e “H – tutela” del vigente piano urbanistico comunale (P.U.C.) di Oristano.

Nessuno ha parlato di “volumetrie di cemento”, ma trasformazione vi sarebbe certo, visto che per realizzare il campo da golf verrebbero tagliati un bel po’ di alberi della Pineta litoranea.

Spiace, ma il progetto è tutt’altro che “in regola”, come sostenuto dalla Società energetico-immobiliare proponente e non si tratta di “questioni superate dal tempo e dagli atti”, come affermato da Fratelli d’Italia – Oristano.

Il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) ora in corso e nel quale sono state formalizzate (10 settembre 2018) le “osservazioni” ecologiste dovrà tenere conto di una normativa di salvaguardia costiera che non consente la realizzazione del progetto immobiliare (un complesso ricettivo da 350 posti letto complessivi, 27 villette, un campo da golf a 18 buche, servizi turistici, opere di urbanizzazione, club house, servizi commerciali) nella Pineta litoranea di Torregrande, in gran parte di proprietà pubblica.

Nemmeno “ci si dimentica” dell’intervento di bonifica ambientale: come detto e come noto, si tratta di quella bonifica ambientale delle aree già inquinate dalla stessa Impresa industriale, nient’altro che un atto dovuto a carico di chi ha guadagnato sulla pelle del territorio in base al principio “chi inquina paga”.

Un litorale, quello di Torregrande, che avrebbe bisogno di cura e attenzione da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti, non certo di vedere ancora una volta delegata la gestione a soggetti privati.

  1. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi