palazzo dei congressi

Video storico: inaugurazione Palazzo dei Congressi scintillante, diventato un monumento inutile

Nel Palazzo dei Congressi di Alghero, correva l’anno 2007, dopo 25 anni di lavori, stop, riprese, si concludevamo i lavori. Lasso di tempo incredibile, servito a dar la luce alla più grande cattedrale nel deserto presente nella Riviera del Corallo.

L’opera è costata complessivamente diciannovemilioniottocentosessantacinquemila euro. Per gli amministratori dell’epoca, si erano gettate le basi per un turismo congressuale che si doveva svolgere soprattutto in bassa stagione

L’amministrazione nel tempo ha indetto più gare con l’obiettivo di attirare l’interesse dei grandi gruppi privati del settore. Nella gestione del pala congressi c’era bisogna di un impegno economico di grandi proporzioni.

Su un articolo dell’epoca si legge: Il nome “palazzo dei congressi” o “centro congressi” è di per sé fuorviante, in quanto non permette ai più di immaginare le reali potenzialità della struttura. Infatti, il centro di Maria Pia, per le sue caratteristiche strutturali, è adatto ad assurgere ad un ruolo multifunzione, quindi utilizzabile per differenti fini ed eventi: congressi (medico–scientifici, politici, sindacali, sociali), meeting, concerti, eventi culturali, enogastronomici, manifestazioni, fiere, mostre, solo per fare alcuni esempi. E si lanciò l’idea di intitolarlo a Martino Loretto.

Alla sua inaugurazione il 14 Dicembre 2007 a  Maria Pia, con un protocollo rigidissimo, dove si accedeva solo con invito,  alla presenza dell’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni, e dell’allora, Marco Tedde, c’era il mondo della politica, della cultura, delle istituzioni civili e militari. Non mancava nessuno. Il giornalista Giacomo Serreli coordinava la presentazione. Si programmarono tre giorni di spettacoli. Tre eventi musicali di grande prestigio, con alcuni dei più quotati artisti sardi: da Enzo Favata ad Anna Tifu, da Elena Ledda a Luigi Lai e Franca Masu. L’ingresso era libero, per consentire al maggior numero di algheresi di conoscere la struttura e apprezzarla anche sotto il profilo dell’acustica. Per una volta si videro i mille posti a sedere tutti occupati.

Si è pose fine, così, al lungo cammino cominciato nel lontano 1988 su iniziativa di Martino Lorettu, già sindaco di Alghero in età giovanissima e per diverse legislature consigliere e assessore regionale. Dal 1994 al 2001 è stata eseguita la sistemazione delle aree esterne all’edificio, con la realizzazione di un ampio parco prospiciente l’arenile comprendente una piazza polivalente, un piccolo complesso sportivo, ampie zone di verde attrezzato e un piazzale destinato al parcheggio.

Nell’aprile del 2006, a cura dell’Assessorato regionale dei Lavori pubblici, è stata definitivamente avviata la fase conclusiva con la realizzazione degli interventi di completamento e aggiornamento degli impianti tecnologici e di adeguamento dell’intero complesso alle normative sulla sicurezza.

Il Palazzo dei Congressi è costituito da un fabbricato edificato su tre livelli, con un volume complessivo di circa 60mila metri cubi, con 1.300 posti a sedere. Il piano terra, della superficie di circa 4.150 metri quadri, è destinato essenzialmente ai locali degli impianti tecnologici. Il primo piano, con una superficie di 3.600 metri quadri, si apre in un ampio foyer di 530 metri quadri da cui si accede all’auditorium-platea, con 668 posti a sedere e un palcoscenico di 150 metri quadri. Dallo stesso piano si accede alla sala piccola (310 posti a sedere ed un palcoscenico di circa 90 mq).

Il secondo piano, con una superficie di 2.200 metri quadri, comprende l’auditorium-galleria (con 322 posti a sedere) e un foyer di 440 metri quadri. Al terzo piano, della superficie di 1.700 metri quadri, si trovano la sala ristorante, la zona artisti e gli uffici dell’amministrazione.

Quant’acqua è passata sotto i ponti!

Il Palazzo dei Congressi di Alghero, quell’elefante a due passi dal mare, tace: non si capisce se per il pudore o per la vergogna. Mancano le risorse per gestire una struttura enorme nata per ospitare il turismo congressuale, che oggi non è  appetibile, rispetto a quanto lo fosse nel 1988, quando erano stati realizzati i primo grafici del progetto.

Il Palazzo dei problemi, come lo ribattezzato qualcuno, è nato morto. In buona sostanza di tutte le idee iniziali, di tutte le proposte, di tutte le sue potenzialità, niuna ha preso corpo. Un gigante incastrato e ingessato, non si riesce a mettere in moto a farlo vivere, diventa una zavorra, un problema per chi amministra la città, costretto a fare enunciazioni, che non hanno seguito. Colpo dei costi, troppi.

Per aprirlo oggi , servirebbero 350mila euro per un certificato antincendio e, si dice, un milione di euro per sistemare i segni del degrado, compreso qualche furto subito. Si ha notizia che qualcuno abbia rubato tutto il rame dell’impianto elettrico. «È una struttura che ha costi di gestione molto alti», dicono da Piazza Porta Terra, «circa un milione di euro all’anno»

E allora ? Lo demoliamo?

Fine prima parte