Arena per eventi in spiaggia, Cadeddu la vorrebbe fissa, Mario Bruno temporanea. Si apre il dibattito

La sbornia del successo per il Beach Soccer ad Alghero, conclusosi domenica scorsa, con un botto incredibile, si deve cominciare a smaltire. Tutti inebriati da una presenza massiccia di pubblico, con tribune debordanti, e tribuna Vip al limite della capienza. E a colpire soprattutto la politica locale, e i dirigenti federali presenti ad Alghero, fra tutti Cosimo Sibilia, Presidente Nazionale della Lega Dilettanti, Gianni Cadoni presidente del Comitato Regionale Sardo, e Roberto Desini coordinatore Nazionale  nonché consigliere regionale del PdS, è stata la tantissima gente rimasta fuori dall’evento, delimitato da quattro tribune insufficienti per accogliere tutti a vedere la finalissima dell’EBS fra Italia e Spagna.

Ma da oggi bisogna ragionare compiutamente su tutto, tralasciando i facili entusiasmi, guardando ai numeri con pragmatismo, pensando seriamente, che un evento come quello appena trascorso, forse è irripetibile (almeno con i numeri). L’Italia in finale, il gran battage pubblicitario, il gran lavoro dei media, hanno trasformato tre giorni di Beach Soccer sulla spiaggia di San Giovanni in un evento mediatico dalle proporzioni inimmaginabili per tutti. Per Alghero un grandissimo spot pubblicitario, per la Lega Dilettanti un connubio che in quattro giorni ha fatto conoscere un show che da queste parti non si conosceva. Perché i Beach Soccer prima che sport, è una fantastica macchina da spettacolo, coinvolgente.

Dalla Lega Nazionale Dilettanti, dal Comitato Regionale Sardo, c’è la voglia di far tappa fissa nell’estate ad Alghero per il futuro, e l’Amministrazione Comunale in concerto con la Fondazione Alghero, deve trovare risorse e spazi, perché tutto diventi programmabile.

E cominciano i problemi. Tutti gli intervistati da noi hanno palesato l’idea di reperire uno spazio idoneo per ospitare un’arena, compreso il Sindaco Mario Bruno che ha avuto un intuito, ne avrà parlato anche con i suoi collaboratori, ed è nata l’idea: rimuovere la Posidonia spiaggiata fronte San Giovanni e realizzare uno spazio attrezzato per gli eventi.

E l’intuito di Mario Bruno è stato sposato in toto dal Presidente della Fondazione Alghero Massimo Cadeddu, che rilancia, e annuncia una realizzazione in pianta stabile di un’arena proprio dove oggi si trova il sito di stoccaggio. Fonte l’Unione Sarda. In sostanza ci è parso di capire che verranno realizzate tribune da tenere fisse in uno spazio oggi occupato dalla Posidonia putrescente.

Dal dire al fare c’è di mezzo la Legge, che forse l’eccezionalità dell’evento ha impedito a molti di vedere. In una parola, si chiama PUL ( Piano di Utilizzo dei Litorali) che ad Alghero non c’è.

Nella   Deliberazionen. 10/5  del 21 Febbraio 2017 che contiene le modifiche alle  Linee Guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali con finalità turistico ricreativa (PUL), all’art. 25 ( tipologia di opere e manufatti consentiti) si legge: Ciascuna amministrazione Comunale, ove i relativi ambiti costieri lo consentano, dovrà individuare un’unica area di destinare alle manifestazioni di carattere temporaneo quali feste, spettacoli, eventi sportivi o culturali, che prevedano l’installazioine di sole strutture facilmente amovibili”. Un articolo della norma che pare contrasti con la dichiarazione di intenti degli amministratori pubblici locali. In sostanza questo articolo non consentirebbe la realizzazione di tribune in pianta stabile per tutto l’anno in un ambito costiero, come appunto è quello ipotizzato a San Giovanni.

In sostanza sarebbe consentita l’installazione di tribune, creazioni di spazi attrezzati per eventi e manifestazioni con strutture amovibili (la norma dice facilmente).

L’idea di creare uno spazio con strutture e installazioni fisse, per tutto l’anno, deve imporre una riflessione. Il pensiero, uno per tutti, corre alla struttura  posizionata al Forte della Maddalena, progettata dall’ora preside della Facoltà di Architettura, prof. Vanni Maciocco, nata con intenti nobili, di recupero di un’area degradata, sino ad eleggerla a Foyer di Alghero, poi caduta in un degrado indicibile, al punto che la sua rimozione è stata, salutata da tutti come un liberazione da un ingombro scomodo. Non si può dimenticare la struttura del Palazzo dei Congressi, una “cattedrale nel deserto”, decontestualizzata, ormai non più utilizzata da tanti anni.

Dunque di esempi in città di strutture progettate con le buone intenzioni ma che nel corso del tempo si sono dimostrate de-contestualizzate e onerose al punto di diventare un problema .

Oggi, che c’è voglia di fare, si deve procedere con cautela, sapendo che certe strutture si devono concepire con piani complessivi di intervento che prevedano la sostenibilità e l’amovibilità  in primis, perchè non pensiamo che la programmazione di eventi in città sia così fitta da render necessaria la progettazione di una struttura permanente, tutto l’anno, in un posto che forse potrebbe avere altra vocazione, se si crede.

La domanda finale è: ci possiamo permettere uno stadio in tubi e sedute di ferro proprio incastrato con la linea d’orizzonte che contiene il golfo di Alghero e Capo caccia, impedendone la visione?

Nel mentre che si comprende meglio il tipo di intervento amovibile da realizzare, si auspica che  si proceda, come dichiarato, alla rimozione della Posidonia spiaggiata, che restituirebbe un pezzo di spiaggia Urbana naturale, dopo 15 anni.

Di seguito le dichiarazioni a noi rilasciate dal Sindaco Mario Bruno