Ripristinate le condizioni naturali del Golgo. Ora, subito, adesso.

La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari ha intimato (nota prot. n. 8558 del 9 luglio 2018) al Comune di Baunei (NU) la rimessione in pristino dell’area del Golgo – As Piscinas in quanto sono state realizzate opere (recinzioni) senza alcuna autorizzazione storico-culturale (art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), per cui i provvedimenti autorizzatori comunali sono illegittimi e da revocare, mentre le opere realizzate devono essere rimosse immediatamente.

Come sostenuto dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e da più parti, compreso un ampio numero di baunesi, la recinzione è illegittima, la concessione è quantomeno parzialmente illegittima.

Dopo l’arrivo del caldo estivo e dei primi decessi di esemplari di fauna selvatica che non possono più accedere alle uniche risorse idriche dell’Altopiano del Golgo, arriva la liberazione di As Piscinas, dove, da sempre fauna selvatica e bestiame allo stato semi-brado vanno ad abbeverarsi.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva da tempo inoltrato (29 marzo 2018) una specifica istanza per la revoca, quantomeno parziale, della concessione di terreni a uso civico effettuata nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei (NU) e del relativo provvedimento di mutamento e sospensione dei diritti di uso civico per la realizzazione di servizi turistici.

La determinazione Responsabile Servizio tecnico Comune Baunei n. 188 del 22 giugno 2016 ha, infatti, concesso circa 4,79 ettari di terreni appartenenti al demanio civico di Baunei (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i., decreto Commissario Usi Civici Sardegna n. 294 del 30 dicembre 1943), comprendenti il sito d’interesse archeologico di As Piscinas, “conche naturali formatesi nella roccia, dove si raccolgono le acque piovane, modificate dall’uomo per la fusione dei metalli e per riti magici o di culto[1], tutelato quale “bene culturale” (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché il monumento naturale Su Sterru (legge regionale Sardegna n. 31/1989 e s.m.i., decreto Ass.re Difesa Ambiente R.A.S. n. 3110 del 2 dicembre 1993).

L’esercizio dei diritti di uso civico era stato in precedenza sospeso con determinazione Agenzia A.R.G.E.A.- Servizio Territoriale Ogliastra n. 681 del 24 febbraio 2016.

Tuttavia, la “concessione di valorizzazione”, comprendendo e consentendo la realizzata recinzione di siti d’interesse archeologico, contrasta palesemente e insanabilmente con il regolamento comunale per l’esercizio dei diritti di uso civico (deliberazione C.C. Baunei n. 30 del 5 novembre 2012), il quale prevede che:

* “non possono essere oggetto di concessione… sorgenti e acque pubbliche, beni archeologici o storici”(art. 5);

* “non potranno maiessere recintate le fonti, gli abbeveratoi, i corsi d’acqua e qualsiasi altra struttura d’interesse pubblico” (art. 12);

* “tutte le recinzioni (…) dovranno essere realizzate in modo da salvaguardare … il libero accesso alle sorgenti, alle acque pubbliche ed ai beni archeologici e storici” (art. 64);

Inoltre, le disposizioni per la fruizione dei beni culturali e loro eventuali provvedimenti di concessione sono previste negli artt. 101 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (codice per i beni culturali e il paesaggio).

E’ del tutto evidente che tali siti d’interesse archeologico non potessero essere oggetto di qualsiasi concessione né, tantomeno, potessero essere recintati.

Sono stati coinvolti il Comune di Baunei, l’Agenzia A.R.G.E.A., il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari, il Servizio tutela paesaggio di Nuoro della Regione autonoma della Sardegna, informati, per quanto di competenza, il Commissario per gli Usi Civici e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei.

La popolazione di Baunei è apertamente contraria a tale concessione (e alla conseguente recinzione), l’Amministrazione comunale ha promesso revoche che non sono ancora giunte al contrario dei danni alla fauna.

Il Gruppo consiliare del Partito dei Sardi ha presentato due interpellanze in Consiglio regionale (la n. 346/A e la n. 347/A), finora senza risposta.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica la rapida attuazione del provvedimento della Soprintendenza sassarese che inizia a riportare legalità nella gestione del demanio civico di Baunei (già in passato oggetto di discutibili utilizzi) e la fruizione pubblica di beni archeologici e ambientali che non possono e non devono esser “privatizzati” in alcuna forma e per qualsiasi motivo.

Se questo non accadrà, il Gruppo d’intervento Giuridico onlus si rivolgerà alle competenti magistrature.

Cosi la nota a firma di Stefano Deliperi per il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus